The Age of Uncertainty (L’era dell’incertezza)

di Daniel Pinchbeck

Recentemente, ho adottato come mio mantra personale la per nulla trascendente frase “Non lo so”. La lista delle cose di cui mi sento insicuro sembra aumentare incessantemente giorno dopo giorno.

Per esempio, non so se la nostra solipsistica specie sopravviverà ancora a lungo, e a volte non sono neanche sicuro che me ne importi molto. Non so se Barack Obama è un leader buono che riuscirà ad unire le persone anche nell’ora avversa, o la piu brillante marionetta mai messa dai cospiratori del Nuovo Ordine Mondiale (che, come il giornalista e regista Alex Jones suggerisce, potrebbero tramare di attuare un piano di rapida depopolazione mondiale).

Non so se l’aumento di avvistamenti UFO stia a significare che ci stiamo avvicinando ad un benevolo contatto alieno o ad un orrifica predatoria imboscata.

Non so se il riscaldamento globale è maggiormente causato dall’uomo, o se è parte di una fase di transizione dell’intero sistema solare, come lo scienziato Russo Alexey N. Dmitriev propone.

Non so se uomini e donne debbano essere monogami o se sia meglio saltare da un letto all’altro.

Non so se riusciremo mai a sfruttare una qualche nuova forma di energia che ci salverà dal Peak Oil, o se siamo destinati a vedere la civiltà industriale devolvere e disintegrarsi con lo stesso ritmo con cui il carburante fossile sta esaurendo. Non so se imparare a coltivare la terra e filtrare acqua piovana o se imparare a praticare qualche nuova e strana disciplina esoterica come il Vortex Healing o la Scienza Keylontica.

Non so se il libero arbitrio esiste, o se siamo soltanto dei robot che partecipano ad un illusorio spettacolo scritturato da divinità Indù o dagli Antenati del Dreamtime Australiano. Non so se dovremmo liberarci dalle religioni o crearne una nuova.

Non so se mettere da parte lingotti d’oro o se creare una Comunità Intenzionale. Non so se restare a Manhattan o dirigermi in campagna.

Non so se stiamo raggiungendo uno stato di illuminamento globale o se stiamo regredendo al barbarismo. Non so se biotecnologia e nanotecnologia si fonderanno assieme per donarci corpi immortali o se esaleremo l’ultimo respiro in concomitanza con il collasso dell’ecosistema della nostra abusata terra.

Non so se qualcosa di speciale accadrà nel 21 Dicembre 2012. Non so se dovrei fomentare una rivolta o se organizzare una festa. Non so se aver paura o se rilassarmi.

Stiamo assistendo al collasso di un sistema vecchio e rigido, ma nel frattempo, nessuno si sta adoperando per realizzarne uno nuovo — semmai ce ne sarà bisogno. Sembra che qualcosa stia cambiando a livello logico, la logica diventa meno dualistica, meno “questo-o”, e piu binaria, “entrambi-e”. Principi diametralmente opposti si spostano verso una confluenza comune, provocando dissonanza in svariate aree: come degli svitati psiconauti, gli scienziati al CERN cercano di aprire portali su altre dimensioni. Nel frattempo il sistema finanziario evapora, ed incredibili trovate commerciali come Pandora e Cool Iris sguinzagliano libere nella rete. Obama nel suo discorso d’accettazione al Grant Park menziona la Convention Democratica del ’68, ed assume come consiglieri economici gli stessi tizi che sotto l’ammnistrazione di Clinton, deregolarono il sistema bancario causando l’attuale disastro.

La realtà diventa sempre più improvvisata e veloce. Sebbene io non pretenda di esserne sicuro, la teoria che Jose Arguelles, Terence McKenna ed altre persone hanno proposto riguardo alla velocizzazione del tempo che s’incanala in frattali-spiralici di storiche pantomime — includendo, ahimè, la sofferenza di massa causata dalle convulsioni storiche – sembra mano a mano piu realistica.

Se ci stiamo spostando dalla separazione dualistica e dalla logica lineare verso un modello di pensiero binario marcato dalle polarità, questo suggerisce anche uno spostamento dalla prospettiva storica moderna verso una consapevolezza mitologica rivissuta. Come un processo innescato nell’inconscio, il mito risolve l’opposizione attraverso simboli ed immagini, senza aver il bisogno di fornire una spiegazione razionale. Una società in grado di reintegrare il pensiero mitico ad un livello di risveglio piu profondo sarà abile nel gestire prospettive apparentemente contraddittorie senza collassare.

Non so se vivremo così a lungo da vedere la nascita di una nuova prospettiva mondiale parte di una civiltà rigenerata e guarita, o se vedremo soltanto il declino e la caduta della nostra era dei dinosauri. Sembra che un crescente numero di persone stiano diventando pronte a muoversi, ma muoversi verso cosa?

Alcuni teorici propongono che abbiamo raggiunto un tale punto nell’evoluzione da essere in grado di co-creare consciamente la realtà, e scegliere il copione del nostro futuro. A volte questo mi sembra approssimativamente plausibile. D’altro canto, le nostre azioni ed intenzioni passate hanno creato ciò che stiamo vivendo e sperimentando ora.

Sembra piuttosto inverosimile l’ipotesi di uno spostamento verso l’iperspazio, la quinta dimensione, o qualsiasi altra cosa sia, fin quando noi non avremmo imparato a prenderci cura del nostro mondo materiale e di coloro che lo condividono con noi. Ma può essere che io mi stia sbagliando e che tutto ciò, ci spetterà di diritto comunque. Non lo so.

Articolo originale di Daniel Pinchbeck:

http://www.realitysandwich.com/age_uncertainty

Traduzione:

http://thesynopticon.blogspot.com/2009/03/lera-dell-incertezza.html

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