Starchild – Il teschio alieno di Lloyd Pye

…LA STAMPA – MISTERI… Il teschio che stupisce i medici era del ”bambino delle stelle”? Lo studioso Usa Lloyd Pye: «L’esame ai raggi X e il test del Dna fanno pensare a un ritrovamento non completamente umano» 900 ANNI FA Un enigmatico omicidio-suicidio Poi il ritrovamento a Chihuahua in Messico nel 1930

Lloyd Pye e lo StarChild

Lloyd Pye e lo "StarChild"


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Di FRANCESCA SFORZA (13 dicembre 2006)

CORREVA l’anno 1100, nel Messico nord occidentale, quando due esseri decisero di morire insieme, all’interno di una miniera sotterranea. Una seppelli’ l’altro, e poi si levo’ la vita a sua volta. Erano madre e figlio. I due scheletri sono stati trovati per caso da una ragazzina nel 1930, che li conservo’ per ricordo in una scatola nella soffitta di casa. Settant’anni dopo, gli scheletri, passando di proprietario in proprietario, arrivarono nelle mani di Mister Lloyd Pye, un americano appassionato di scienza e parascienza, deciso ad arrivare all’origine di quelle ossa. Il motivo di tanta curiosita’? «La forma eccezionale del teschio bambino – ci dice Mister Pye – Una forma oblunga mai vista prima, con delle caratteristiche davvero particolari». Altri scienziati che avevano avuto modo di vedere quel teschio avevano rubricato il caso nella categoria delle deformazioni genetiche, ma Mister Pye voleva arrivare fino in fondo, e ha fatto eseguire, a sue spese, un complesso esame del Dna. Dopo settimane di attesa, il responso: il piccolo teschio appartiene a un nativo messicano la cui madre risulta chiaramente riconoscibile, e il cui padre non solo non ha lasciato tracce genetiche, ma risulta avvolto nella piu’ completa indecifrabilita’. E’ nato cosi’ lo «Starchild Project», il progetto «Bambino delle stelle», ovvero un’indagine – portata avanti da Mister Pye e da altri appassionati del genere – che intende rivelare la misteriosa provenienza del piccolo nativo. E tentare l’azzardo: se fosse figlio di alieni? Mister Pye, come le e’ venuta l’idea di attribuire la paternita’ del piccolo teschio a forme di vita non terrestri? «La mia prima reazione e’ stata un’altra, anche io pensavo si trattasse di una deformazione. Quando i proprietari mi sottoposero il caso, nel 1999, eravamo tutti e tre convinti al 99 per cento che si trattasse di una malattia, anche se la forma oblunga ci ricordava un alieno dei film. Poi pero’, dopo un esame a raggi X, un esperto radiologo ci disse di non essersi mai imbattuto in una cosa del genere. E’ stato allora che abbiamo pensato che potesse trattarsi di qualcosa di non completamente umano. Sfortunatamente il teschio fu presentato a una conferenza dedicata agli Ufo, e da li’ nacque l’etichetta di ”bambino delle stelle”, che in effetti non faceva prendere la cosa molto sul serio. Ma colgo l’occasione per dire che io sono interessato soprattutto a una cosa: rintracciare l’origine del teschio». Che tipo di evidenza scientifica puo’ portare a supporto della teoria su tracce di alieni? «Non c’e’ nessuna evidenza del fatto che il teschio sia di un alieno, ma abbiamo molte prove del fatto che non appartiene a nulla di classificabile come umano. Il test del Dna non e’ stato in grado di riconoscere il Dna nucleare nel teschio del ”bambino delle stelle”, e un rapporto di 11 specialisti ha concluso che il teschio ”e’ unico nella storia degli studi mondiali sulle deformazioni craniofacciali”. Non c’e’ stato scienziato ne’ dottore ne’ micologo capace di spiegare le strane fibre e i residui trovati all’interno delle ossa del ”bambino delle stelle”.» Come ha reagito il mondo accademico e scientifico alle sue ipotesi? «Con risposte miste, direi, piu’ improntate alla critica che non al sostegno e all’interesse genuino». Il dibattito e’ in corso, soprattutto sul suo sito Internet (www. starchildproject.com). Che cosa si aspetta in futuro? «Grazie ai continui progressi nei metodi di indagine genetica, spero che sara’ presto possibile ricostruire la sequenza del Dna nucleare e dimostrare, in un modo o nell’altro, che cosa e’ veramente. Se si tratta di qualcosa di non completamente umano, allora sarebbe la piu’ importante scoperta del nostro tempo. Se invece e’ umano, saremmo di fronte alla piu’ bizzarra deformita’ umana, che aprirebbe la strada a ulteriori e interessanti indagini. L’osso dello ”Starchild”, ad esempio, e’ significativamente piu’ resistente delle normali ossa umane. Immaginiamo il potenziale del progresso medico se potessimo determinare come incoraggiare la crescita di un tipo cosi’ resistente di osso. Qualsiasi sia la risposta, voglio sapere la verita’ su questo teschio». Quanto denaro e’ riuscito a raccogliere fino ad oggi per finanziare il progetto? «Nei primi anni mi sono dato da fare per cercare donazioni, ma non sono mai state sufficienti, e alla fine ci ho messo talmente tanti soldi di tasca mia che ho rischiato la bancarotta. Dal 2003 pero’ ho messo insieme un piccolo gruppo di donatori grazie ai quali e’ possibile continuare le ricerche. Sono molto grato a tutti coloro che mi hanno aiutato a portare questo progetto cosi’ lontano».
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IL SITO DI LLOYD PYE: http://www.lloydpye.com/

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3 Responses to Starchild – Il teschio alieno di Lloyd Pye

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  2. sarah says:

    bello skeletro…un po’ finto ma…mi sorella ce po’ crede…dai…infondo ha 3 anni…

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