Caffè avvelenato ad Harvard

Tentato omicidio per 6 microbiologi di Harvard

BostonHerald_com_logoGli esperti non credono nella teoria dell’incidente per i casi di avvelenamento di caffè

Harvard

Un esperto tossicologo ritiene che ci siano poche probabilità che sei lavoratori di un laboratorio presso l’Harvard University Medical School siano stati avvelenati per un incidente casuale.

“Un incidente? Il sodio azide (azoturo di sodio) è un veleno”, ha detto David M. Benjamin,  tossicologo e farmacologo presso la clinica Chestnut Hill. “Assolutamente no”.

L’Herald ha riportato ieri che sei scienziati e studenti della New Building Research di Boston in zona Longwood Medical si erano misteriosamente avvelenati dopo aver bevuto da un caffè da una macchina all’ottavo piano, in prossimità del loro laboratorio di patologia il 26 agosto 2009. Pochi secondi dopo tutti e sei avevano gli stessi sintomi: capogiro e pressione bassa. Sono stati prelevati e portati presso il Beth Israel Deaconess Medical Center per le cure.

“Qualcuno potrebbe avere messo nella macchina per il caffè il sodio azide inavvertitamente? Assolutamente no”, ha detto Benjamin a proposito del composto, un solido bianco inodore utilizzato nei laboratori come conservante (ndr viene usato anche negli Air-Bag). “Si potrebbe considerare un tentato omicidio o aggressione”.

La Harvard University M.S. ha reso pubblica la notizia dell’avvelenamento solo dopo ripetute richieste del Boston Herald. L’Università ha continuato ad evitare le domande di un portavoce riferendosi alle indagini della polizia di Harvard, e la polizia ha rinviato le domande al portavoce.

“E’ roba da matti”, ha detto un ricercatore della Harvard Medical School, che non ha voluto essere identificato. “Non so perché ci sarebbero voluti due mesi per annunciare questo”.

Anche se non è a conoscenza delle indagini, il portavoce della Medical School David Cameron ha detto: “Quello che so, a questo punto è che tutte le opzioni e le strade possibili per quello che può essere accaduto sono state indagate a fondo”.

La stessa sostanza è stata utilizzata in una serie di casi di avvelenamento di caffè e tè in Giappone un decennio fa. In un caso, l’internista capo di un ospedale di Kyoto è stato giudicato colpevole di aver corretto il tè verde con il sodium azide che sette colleghi-medici hanno poi ingerito.

www.bostonherald.com

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