Meteorite da 50 kilotoni a Bone Indonesia

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The Jakarta Post
Jakarta – Mar, 10/27/2009 6:31 PM

Dopo tre settimane di indagine, gli astronomi del National Aeronautics and Space Agency (Lapan) hanno concluso che l’esplosione in aria avvenuta sopra le acque di Bone nel Sud Sulawesi (Indonesia) l’8 ottobre 2009 è stato il risultato di un meteorite.
L’esperto Thomas Djamaluddin di Lapan ha detto che il meteorite ha colpito l’atmosfera ad una velocità di 20,3 chilometri al secondo, provocando una grande esplosione pari all’esplosione di 50 kilotoni di tritolo (Il Corriere della Sera parla di 10 kilotoni).
Il meteorite era parte di un asteroide di 10 metri di diametro, ha detto Thomas.
Questi asteroidi raramente hanno causato danni sulla terra ad eccezione di quelli con un diametro di almeno 25 metri o più.
L’esplosione ha scatenato voci di un incidente aereo, visto che nello stesso momento alcuni jet ed elicotteri indonesiani della Air Force’s Sukhoi stavano svolgendo missioni di routine.

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Spazio/ un Corpo celeste di 10 metri si disintegra in cielo
Un super asteroide fa scattare nel mondo l’allerta anti nucleare
Indonesia, impatto pari a tre bombe atomiche

MILANO — Gli specialisti del Pentagono e della Nasa hanno sciolto, con una con­clusione da brivido, il miste­ro per quanto è accaduto l’8 ottobre nel cielo dell’Indone­sia. Erano le 11 del mattino quando un tuono poderoso faceva tremare le pareti delle case della città di Bone lungo la costa e la gente correva in strada pensando al terremo­to. Ma guardando in cielo as­sistevano a una pioggia di polveri e a nuvole di vapore che la tv indonesiana ripren­deva mostrando l’enigmati­co fatto e diffondendo la pau­ra.

Una preoccupazione mag­giore assaliva i sorveglianti del Pentagono che nei conti­nenti gestiscono l’Internatio­nal Monitoring System, cioè quella catena di stazioni che con sistemi a infrasuoni regi­strano eventuali esplosioni nucleari sul pianeta o nell’at­mosfera. Così la Comprehen­sive Nuclear-Test-Ban Treaty Organisation controlla il ri­spetto degli accordi sul ban­do dei test nucleari. Anche a 18 mila chilometri di distanza da Bone gli appa­rati mostravano che qualco­sa di grave e violento era ac­caduto nell’atmosfera. Gli specialisti dell’US Air Force e di alcune università che lavo­rano per la Nasa riuscivano dalle registrazioni a risalire alla causa dell’evento.

Un asteroide di dieci metri di diametro era caduto nel­l’atmosfera alla velocità di venti chilometri al secondo. Sbriciolandosi nell’impatto soprattutto a un’altezza tra i dieci e i venti chilometri sca­tenava un’energia di 50 kton (equivalente a cinquantamila tonnellate di tritolo), vale a dire una potenza oltre tre vol­te superiore alla bomba ato­mica di Hiroshima, che era di quindici kton. Per fortuna la natura del bolide cosmico e la sua taglia consentivano la disintegrazione e la dissipa­zione in cielo dell’energia senza provocare danni al suo­lo se non un’onda d’urto che ha fatto temere il peggio. Ora è tutto chiaro, ma quanto è successo ha aumen­tato l’inquietudine per un’eventualità fino a epoche recenti nemmeno considera­ta. Statisticamente corpi di ta­glia simile cadono una volta ogni dieci anni. Ma il guaio è che non si riesce ad accorger­sene come in Indonesia per­ché gli strumenti disponibili non li «vedono».

«Al di sotto dei cento me­tri — dice Tim Spahr, diretto­re del Minor Planet Center di Cambridge (Massachusetts, Usa) sovrintendente a questo mondo dei pianetini — ne ab­biamo registrati ben pochi. Ma non certo di dieci metri. Per scoprirne anche di più grandi intorno ai venti metri occorrono telescopi più po­tenti e costosi». Il pericolo esiste, infatti, a partire da questa taglia perché sarebbe in grado di provocare disa­stri in superficie. Quello ca­duto a Tunguska nel 1908 aveva un diametro di cin­quanta metri e distrusse la fo­resta per duemila chilometri quadrati. Oggi esiste una rete di sor­veglianza, ma è ancora trop­po ridotta. Il Congresso ame­ricano ha chiesto alla Casa Bianca di elaborare una stra­tegia precisa entro l’ottobre 2010 tenendo conto delle in­dicazioni che entro l’anno ela­borerà il National Research Council.

Intanto la scorsa settimana al congresso della Società ge­ologica americana, Sankar Chatterjee, dell’Università del Texas, ha presentato i ri­sultati di un’indagine che cambia lo scenario all’origine della scomparsa dei dinosau­ri. Chatterje ha dimostrato che l’asteroide o cometa di quaranta chilometri, arrivato sessantacinque milioni di an­ni fa, cadde non nella Peniso­la dello Yukatan, ma in India, nel bacino di Shiva. L’impat­to creò uno strato di polvere che avvolse l’intero pianeta sconvolgendo il clima.

Giovanni Caprara

(Il Corriere Della Sera) 02 novembre 2009

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One Response to Meteorite da 50 kilotoni a Bone Indonesia

  1. Luca scrive:

    Ciao,
    ho visto il meteorite in questione, da Milano (Viale Monza).

    Due cose non mi tornano. Prima di tutto l’orario: erano le 2 del mattino, quindi due ore prima di quanto dichiarato. Secondo la dimensione: era enorme, altro che 10 metri.

    Potrebbe averci messo due ore prima di cadere? Potrebbe essersi quasi completamente consumato in queste due ore?

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