Supercentro NSA per conservare i dati personali

NewAmerica_logoSupercentro NSA per conservare i dati personali degli americani in modo permanente

© The New American Magazine
By Thomas R. Eddlem

La National Security Agency (NSA) sta costruendo nuovi enormi impianti per conservare in modo permanente i dati incostituzionalmente acquisiti sulle telefonate e sul traffico Internet del popolo Americano, compresi edifici di nuova costruzione nella periferia di Salt Lake City, Utah, e a San Antonio, Texas.

La NSA detiene i records delle telefonate e del traffico internet di tutti gli americani sin da poco dopo l’11 settembre 2001, secondo news in circolazione, senza mandato giudiziario come prevede la Costituzione.

Non più in grado di memorizzare tutte le chiamate telefoniche intercettate e le e-mail nel suo quartier generale di Ft. Meade, in Maryland, la NSA è impegnata in un boom del proprio mercato immobiliare. Quanti dati può tenere questo gigantesco impianto multimiliardario? Secondo James Bamford della New York Review of Books, l’impianto nello Utah da solo potrebbe contenere dati misurabili in Yottabytes. Mai sentito parlare di Yottabytes? Non siete i soli. La maggior parte dei computer venduti nei negozi misurano la loro memoria in gigabyte, o miliardi di bit di dati. Poche memorie immagazzinano un terrabyte di informazioni, o mille miliardi di bit di informazioni. Cioè 1.000.000.000.000 parti di informazioni. Lo Yottabytes è il numero più alto che sia mai stato nominato per le memorie di un computer. Il numero è pari settillioni di miliardi di bit di dati, o 1.000.000.000.000.000.000.000.000 bit di dati.

Nella recensione del libro sulla NSA di Matthew M.Aid, “The Secret Sentinel: The Untold History of the National Security Agency”, Bamford ha osservato che l’assalto della NSA al Quarto Emendamento della Costituzione ha avuto luogo senza l’opposizione dell’opinione pubblica e addirittura senza un dibattito pubblico. “A differenza del governo britannico, che, per la sua grande reputazione, ha consentito un dibattito pubblico sull’idea di una banca dati centrale,” scrive Bamford, “la NSA ha ottenuto la piena collaborazione della gran parte dell’industria americana delle telecomunicazioni dopo l’11 settembre nella massima segretezza.” E quando il governo britannico ha contestato quel dibattito, il popolo è insorto contro il piano di un “grande fratello”:


Quando il Governo del Regno Unito ha rilasciato i suoi piani, ci fu una protesta immediata da parte sia della stampa che dell’opinione pubblica, che ha portato alla distruzione del “big brother database”, come veniva chiamato. Al suo posto, però, il governo presentò un nuovo piano. Invece di una vasta banca dati centralizzata, le società di telecomunicazioni e fornitori di servizi Internet sarebbero stati tenuti a mantenere un registro di tutti i dettagli delle telefonate da cellulare, e-mail e del traffico internet per un anno per consentire l’accesso da parte del governo quando richiesto. Ciò portò di nuovo la gente allo sdegno e ad una protesta presso il London Internet Exchange, che rappresenta oltre 330 imprese di telecomunicazioni.

Tutto questo in America non accade, e dove le comunità lottano economicamente sono ben accolti i lavori di costruzione di strutture come queste che costano svariati miliardi dollari. La libertà può essere barattata per una prosperità temporanea, secondo i funzionari locali dello Utah, come riportato da un trafiletto su KSL, affiliata della NBC di Salt Lake City.

“Il centro dati è circa 305.000 metri quadrati su 80 ettari, e non poteva capitare in un momento migliore per l’economia dello Utah”, riferisce KSL, e costerà ai contribuenti quasi 2 miliardi di dollari. La relazione prosegue dicendo che “anche il deputato Jason Chaffetz è entusiasta. Da Washington, ha detto KSL News:” E’ un vantaggio per la nostra economia e per la nostra sicurezza nazionale”.

A San Antonio, la NSA sta drammaticamente espandendo una struttura esistente piuttosto che crearne una nuova. Al San Antonio Current il giornalista Greg M. Schwartz ha spiegato che l’impianto sarà ampliato per 470.000 metri quadrati, quasi le dimensioni dell’Alamodome. Schwartz ha rivelato che i funzionari di San Antonio in realtà corteggiato la NSA, inviando delegazioni commerciali a FT. Meade per ottenere questa espansione. “Il nuovo impianto è un vantaggio potenziale per l’economia locale in quanto verranno assunte 1.500 persone circa,” ha osservato Schwartz, “ma permangono dubbi sul fatto se ci saranno adeguati controlli per prevenire violazioni dei diritti civili, come lo Zio Sam di recente ha fatto con il famigerato programma per le intercettazioni non autorizzate”. In realtà, nessuno fa domande su questo. Schwartz sta solo dicendo educatamente che, come Salt Lake City, anche San Antonio si aspetta di trarre profitto dalla distruzione della Dichiarazione dei Diritti della Costituzione (Constitution’s Bill of Rights). Temporaneamente, comunque.

Schwartz ha preso parte personalmente alla “distruzione della Dichiarazione dei Diritti” mentre preparava la sua storia per il San Antonio Current. “I lettori sono invitati a non scattare alcuna foto pena il rischio di essere detenuti per almeno 45 minuti ed essere interrogati dalla National Security Agency, proprio com’è successo a questo reporter”,  scrive Schwartz. Il personale addetto alla sicurezza ha chiesto, ma non implorato, che Schwartz distruggesse le foto che aveva scattato alla struttura.
Questa volta non gli hanno sequestrato la macchina fotografica.

Naturalmente, se la NSA è libera di ignorare una parte della Dichiarazione dei Diritti (il divieto al Quarto Emendamento sulle perquisizioni senza mandato giudiziario e senza causa probabile), che tipo di sicurezza possono avere gli americani nel prevenire l’NSA a non ignorare altre parti della Costituzione… come la libertà di stampa sancita dal Primo Emendamento?

© The New American Magazine (29 ottobre 2009)

NSA supercenters to store americans private data permanently

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