Hawking: tenetevi alla larga dai marziani

26/04/2010 – SPAZIO
di PIERO BIANUCCI

Gli alieni? Chissà quanti ce ne sono, ma è meglio tenersi alla larga. È la raccomandazione di Stephen Hawking (nella foto), scienziato-star che occupò la cattedra di Newton. Su 100 miliardi di galassie – spiega Hawking alla Bbc – i pianeti abitati saranno milioni. Una civiltà che riuscisse a raggiungerci sarebbe certo più evoluta della nostra. Proprio in questo sta il pericolo: faremmo la fine degli indigeni d’America quando sbarcò Cristoforo Colombo.

Hawking, 68 anni, paralizzato da 50, costretto a comunicare muovendo un sopracciglio davanti a una telecamera, ha 160 di quoziente intellettuale. Dunque rispettiamo la sua opinione. Ma il radioastronomo Frank Drake, che nel 1960 per primo cercò di captare segnali intelligenti dallo spazio, sostiene una tesi opposta: i cattivi si autodistruggono appena raggiungono un alto livello tecnologico, come rischiamo di fare noi con la bomba atomica. Quindi sopravvivono a lungo soltanto gli alieni buoni: è la selezione darwiniana a livello cosmico. Il fisico Paul Davis, portavoce del programma Search for Extra Terrestrial Intelligence, ha il compito di elaborare una risposta in caso di contatto con extraterrestri. Speriamo che, nel dubbio, si attenga al vecchio proverbio: se la parola è d’argento, il silenzio è d’oro.

Fonte

Dello stesso argomento:

L’8 ottobre 1995 Padre Corrado Balducci (May 11, 1923-September 20, 2008) viene intervistato da Bruno Mobrici in Speciale TG1 (Rai1). Le parole di Padre Balducci sembrano essere state dimenticate mentre bisognerebbe tirarle fuori ogni volta che gli scettici si divertono con la storiella degli omini verdi. Ecco cosa ci dice Padre Balducci: “Non si può più pensare… è vero, non è vero, sono veri o sono falsità, ci si crede o non ci si crede, no! Oramai ci sono varie considerazioni che fanno dire con certezza che l’esistenza di questi esseri c’è. Non si può dubitare. Magari si potrà dire che su cento fenomeni ce ne saranno… anche se si dicesse 99 non veri e uno vero, c’è quell’uno che dice che certi fenomeni esistono. Quindi, questo è il primo problema, non è più… non rientra più nell’ambito della prudenza umana… dubitare… perché… la prudenza dice di essere prudenti, ma non di negare.”

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