L’errore di Julian Assange

Non c’è alcun dubbio che il vaso di Pandora sia stato scoperchiato da Wikileaks (dell’australiano Julian Assange) con la consegna di decine di migliaia di documenti classificati del Pentagono e del Dipartimento di Stato del governo degli Stati Uniti; Le opinioni dei diplomatici statunitensi, degli esperti militari, i loro veri pensieri e  le considerazioni in merito agli eventi del passato o situazioni controverse di interesse per il loro governo. E’ qualcosa di innegabile l’aver smascherato la posizione ipocrita, arrogante e disonesta dell’amministrazione statunitense alla realtà volutamente nascosta.

L’errore fondamentale di Assange è di avere creduto alla storia della democrazia cosiddetta rappresentativa e la sua “libertà di espressione” vantata nel contesto del capitalismo che è essa stessa parte di Assange. Da quando ha iniziato a ottenere questo tipo di documenti compromettenti, l’australiano ha iniziato a cercare alleanze e coperture giungendo all’organizzazione “Freedom House”, nota filiale di facciata della CIA, sovvenzionata con fondi federali, sia dall’agenzia USAID, o con contributi di business-men “filantropi”, un fatto che dimostra la credulità di Assange negli strumenti detenuti dal sistema.

Seguendo il suo criterio , o dei suoi consulenti, si è rivolto ai principali media internazionali, perché pensava che ciò avrebbe avuto un impatto maggiore e ha inviato i documenti “scottanti” al New York Times negli Stati Uniti, a Le Monde in Francia, al Guardian in Gran Bretagna, al Der Spiegel in Germania e a El Pais in Spagna, tutti collegati strettamente agli interessi del sistema capitalistico e dei suoi dirigenti, in una forma o nell’altra. Da qui la realtà che centinaia di migliaia di cabli di informazione consegnati devono superare rigorosi controlli per poi essere pubblicati solo in minima parte rispetto a quelli consegnati e quindi che potrebbero essere di dominio pubblico. Assange li ha consegnati per essere pubblicati però chi dovrebbe o potrebbe  farlo non lo fa.

Quindi l’intento del desiderio iniziale dei leaders di Wikileaks è stato troncato. Dopo averlo invocato (il sistema) è stato da esso catturato e i tentacoli nascostisono diventati evidenti e hanno manipolato le circostanze per metterle fuori gioco. Prima è stata la volta della farsa del presunto stupro nel quale Assange è stato accusato per non aver fatto uso del profilattico durante due rapporti sessuali con persone legate a settori reazionari del mondo occidentale. Poi la “Giustizia” ha ordinato alla Svezia di ricercare Assange tramite l’Interpol per un fatto difficile da credere,  così la richiesta da Washington è stata cambiata in violazione delle leggi sull’anti-terrorismo.

Assange, rivendicato dalla Svezia a Londra, ha aperto un dibattito nella legislazione svedese. In Gran Bretagna è stato confinato alla residenza coatta da un giudice britannico, dove subirà l’udienza nel super-carcere di Belmarsh (ndr la Guantanamo britannica). I dettami di Washington fanno sempre il loro effetto in qualsiasi momento e Julian Assange sta per essere giudicato colpevole dalla “giustizia britannica” e verrà consegnato ai loro partner negli Stati Uniti dove dovrà pagare per aver fatto conoscere al mondo le verità nascoste dell’impero.

Wikileaks è un fatto. Ma Assange è una vittima dei propri errori, in particolare per il ricorso a un sistema che è noto per divorare i propri figli e seguaci.

FONTE

Traduzione: CNJ

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