La tavola Sumero-Assira K.3558

A lungo i critici di Sitchin hanno sostenuto che i testi cui lui fa riferimento siano inesistenti, non rintracciabili, o quando rintracciabili, la loro traduzione é sostanzialmente diversa.
Uno dei testi più criticati é la tavola K.3558 che Sitchin usa, a sostegno del sigillo VA243, per affermare che in antichità in Mesopotamia si fosse perfettamente a conoscenza del fatto che il sistema solare fosse composto da 10 pianeti, il sole e la luna.
Questa tavola, che da Sitchin viene presentata come una ‘definizione del MUL.MUL’ o ‘kakkab.kakkabu’ , e che lui ritiene essere il sistema solare, contiene due righe che recitano in accadico:

naphar 12 sheremesh ha.la sha kakkab.lu
sha Sin u Shamash ina libbi ittiqu

la cui traduzione riportata da Sitchin é:

“in totale 12 membri a cui appartengono
il Sole e la Luna, e dove orbitano i pianeti”

E’ importante chiarire che Sitchin riporta questo testo asserendolo essere stato esaminato, ormai vari decenni fa, dall’eminente studioso e archeologo francese Jean Charles Gabriel Virolleaud. Non si tratta dunque di una sua traduzione o interpretazione. Bene, i critici di Sitchin asseriscono che sia dubbia perfino l’ esistenza di questa tavoletta, perché ogni link presente su internet riguardante questa frase proviene da siti riguardanti l’ argomento Sitchin. Per fugare ogni dubbio, basta condurre una ricerca approfondita per scoprire che la tavola esiste realmente, ed è compresa nel Catalogne of Cuneiform Tablets in the Kouyunjik Collection – Vol II – stampato nel 1891 dal British Museum. Il testo viene descritto nella pagina 543 del libro, con la seguente dicitura:

“Portions, 4 in. by 23in.; 41 + 23 + (left-hand edge) 2 + lines;
Babylonian. Part of an astrological text concerning various stars.”

E ne viene riportato il contenuto cuneiforme di alcune linee:

Assodato che la tavoletta esiste realmente, andiamo a verificare i termini con un dizionario di accadico, al netto delle declinazioni e desinenze (occorrerebbe fare un discorso grammaticale che esula lo scopo di questa discussione). Per comodità uso il dizionario di accadico presente su Premium Wannadoo, curato dalla “Association Assyrophile de France” http://www.premiumwanadoo.com/cuneiform.languages/dictionary/list.php

NAPHAR = napḫaru = sumero ŠU.NIGIN = totalità, in totale
SHEREMESH = declinazione di šēru = rifugiarsi, abitare
KAKKAB = corpi celesti (generalmente pianeti)
SHA = pronome relativo
SIN = luna
U = e (congiunzione)
SHAMASH = sole
INA LIBBI = in libbu = in mezzo, essere in mezzo, tra varie cose
ITTIQU = con a questi vocaboli aggiungiamo il significato di HA.LA rintracciato dal trattato: ‘Studies in third millennium Sumerian and Akkadian personal names’ di Robert Di Vito.
HA.LA = porzione, essere una porzione di (e per estensione) far parte di

Il significato che ne consegue quindi è:

“in totale 12 corpi celesti dove si rifugiano
in mezzo e fanno parte il sole e la luna”

Praticamente uguale alla traduzione fornita da Sitchin e attribuita all’ archeologo francese.
Dunque abbiamo dimostrato che:
– la tavoletta esiste
– la traduzione è fedele
Ora, c’ è da mettersi una domanda: PERCHE’ questa tavoletta non viene discussa? Come mai l’ importanza di questa tavoletta non viene divulgata? Se chiedete a qualsiasi studioso di mitologia Mesopotamia, vi dirà che il MUL.MUL sono le pleiadi.
Da dove viene questa nozione? Non si sa. E’ una nozione che ha iniziato ad apparire collegata ai famosi 7 cerchietti che
compaiono in molti sigilli sumeri e che ricordano vagamente la forma delle Pleiadi. Dal punto di vista della divulgazione accademica, questa associazione MUL.MUL = Pleiadi é abbondantemente attestata, per esempio nei trattati:
– Mesopotamian cosmic geography (Wayne Horowitz)
– Gods, demons, and symbols of ancient Mesopotamia: an illustrated dictionary (Jeremy A. Black, Jeremy Black, Anthony Green, Tessa Rickards)
– The mathematics of Egypt, Mesopotamia, China, India, and Islam: a sourcebook (Viktor Katz)
e decine di altri.

Ma se questa tavoletta, K.3558, definisce il MUL.MUL come un gruppo di 12 oggetti celesti, tra cui stanno il Sole e la Luna, IL MULMUL NON PUO’ ESSERE IL GRUPPO DELLE PLEIADI.
Allora che fare? La tavola deve scomparire, o deve scomparire il suo contenuto. Ebbene, ecco cosa riporta il più grande catalogo ondine di testi cuneiformi alla scheda di questa tavoletta:
http://www.cdli.ucla.edu/cdlisearch/search/index.php?SearchMode=Browse&ResultCount=1&txtID_Txt=P238277
UNA PAGINA VUOTA!
Nessuna foto, nessuna traslitterazione, nessun commentario! Solo queste poche informazioni sono compilate:
CDLI no.: P238277
Collection Information
Owner:British Museum, London, UK
Museum no.: BM —
Accession no.: K 03558
Text Content:
Genre:Omen
Sub-genre:
Sub-genre remarks: astr omens – commentary – colophon
Language: Akkadian
Chronology:
Period: Neo-Assyrian (ca. 911-612 BC)
Provenience: Nineveh

Ci si dice solo che è proveniente da Ninive, conservata al British Museum, che è di periodo neo-Assiro, scritta in accadico, e che contiene dei PRESAGI – PROFEZIE. Questa tavoletta, che é uno dei reperti più enigmatici e importanti della cultura mesopotamica, viene semplicemente IGNORATA dagli accademici.

di Alessandro Demontis

FONTE

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