Yuri Leveratto: esplorazioni in America del Sud 2006-2011

Yuri Leveratto’s new book 2012

Fonte: Yuri Leveratto Webpage

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Durante la mia infanzia sognavo a lungo l’America del Sud, mentre sfogliavo un antico atlante che mi aveva regalato mio zio Fausto. Osservando alcune mappe dell’Amazzonia, la mia fantasia volava e immaginavo un giorno di poter esplorare quegli immensi fiumi, trovando vestigia d’antiche civiltà.
Ho messo piede per la prima volta in America del Sud nel lontano 1989, in un viaggio insieme con un amico italiano. La prima città che abbiamo visitato è stata Rio de Janeiro, con la sua immancabile allegria, con la gente ridanciana, la musica e le sterminate spiagge.
Poi siamo stati a Salvador de Bahia, dove mi ha interessato il famoso quartiere storico, il Pelourinho.
Sentivo però che mancava qualcosa di importante da vedere, da toccare, da annusare. Era il Rio delle Amazzoni, il più grande fiume del mondo, che avevo sognato ad occhi aperti per anni, fin da quando ero piccolo.
E così abbiamo volato a Manaus, e da li abbiamo intrapreso un’esplorazione in un affluente del Rio delle Amazzoni. Da allora il grande fiume mi è entrato dentro e non l’ho più dimenticato.
Sono passati tanti anni da allora, e dopo aver lavorato sulle navi da crociera ho deciso di vivere in America del Sud. Mi sono però fermato in Colombia, a Cartagena de Indias, dove ho vissuto vari anni.
In questo Paese del Sud America, pieno di contrasti ma affascinante e sempre imprevedibile, ho ampliato ancora i miei orizzonti. E’ stato durante una lunga camminata nella Sierra Nevada di Santa Marta, la montagna più alta della Colombia, che ho conosciuto gli indigeni Kogui e mi sono reso conto che ancora esiste un mondo parallelo in America del Sud, quello dei nativi, che hanno una visione “altra” del mondo, opposta all’individualismo tipico di noi occidentali. Ho continuato l’esplorazione oltre il villaggio dei Kogui, fino alla ciudad perdida, Teyuna, un interessante sito archeologico ubicato nella stessa vallata.
Da allora ho potuto verificare che il Sud America è un inesauribile scrigno di popoli, ma anche di resti archeologici occulti se non totalmente sconosciuti, che attendono di essere scoperti.
La mia passione per l’antropologia e l’archeologia di frontiera mi ha portato così a condurre esplorazioni sul filo della sicurezza, nella stessa Colombia, ma anche in Perú, Bolivia e Brasile.
Oggi giorno è opinione comune che tutto il mondo sia cartografato e perfettamente conosciuto. Niente è più lontano dalla realtà.
In America del Sud vi sono grandi zone di foresta amazzonica, ancora oggi inesplorate.
Alcune persone hanno messo in dubbio questa mia affermazione, indicandomi che oggi esiste la cartografia aerea e i satelliti, che ci scrutano dal cielo. Chi afferma ciò non conosce la geografia del continente in questione.
Almeno due milioni di chilometri quadrati di selva tropicale a ridosso della frontiera tra Brasile e Colombia, Perú e Bolivia, sono quasi costantemente coperti da una spessa coltre di nebbia, e pertanto le fotografie aeree o satellitari (e tanto meno google earth), risultano essere inutili.


Poi c’è l’inestricabile selva pluviale che costituisce una barriera quasi impenetrabile per chi voglia cercare di esplorare alcune delle vallate amazzoniche, ed inoltre c’è la difficoltà d’accesso rappresentata dagli indigeni, gelosi delle loro tradizioni. Spesso non permettono allo straniero di entrare nei loro territori, come mi è successo per esempio a Quitaparaya, oltre il Pongo del Mainique, nel Rio Urubamba (Perú). In questo libro descrivo diciotto spedizioni avventurose in quattro differenti Paesi sudamericani: Colombia, Perú, Bolivia e Brasile.
La maggioranza di queste esplorazioni ha avuto come obiettivo principale la ricerca archeologica: riconoscimento di rovine antiche poco conosciute, ubicate spesso in luoghi di difficile accesso, interpretazione di petroglifi e pitture rupestri situate in zone remote, fino a scoperte di rovine totalmente sconosciute.
Alcune di queste esplorazioni hanno avuto in cambio obiettivi naturalistici (Rio Alto Madidi) e il contatto con popoli indigeni (Sierra Nevada di Santa Marta, Petroglifi di Pusharo).

Fonte: Yuri Leveratto Webpage

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2 Responses to Yuri Leveratto: esplorazioni in America del Sud 2006-2011

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  2. Tra le curiosità, il Sud America contiene la cascata più alta del mondo, il Salto Angel (979 metri di salto); il più grande fiume in portata d’acqua, il Rio delle Amazzoni; la più lunga catena montuosa del mondo, le Ande; uno dei deserti più secchi, il deserto di Atacama; il più grande foresta pluviale, la foresta amazzonica; la più alta capitale, La Paz in Bolivia; e la città più a sud del mondo, Ushuaia, in Argentina. Il punto più basso dell’America meridionale si trova nella Laguna del Carbón (105 m sotto il livello del mare), nell’Argentina meridionale, mentre la montagna più elevata del Sud America, è l’Aconcagua (6 962 metri), nella cordigliera della Ande in Argentina, vicino al confine con il Cile. L’altitudine media del continente è di 590 metri.

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