Il vaccino influenzale Fluad-2014 è pressoché inefficace.

La notizia proviene dalla trasmissione MIX24 di Giovanni Minoli su Radio 24 del 16/12/2014 dove il conduttore intervista il dottor Eugenio Serravalle. LINK
Quello che rivela il dr. Serravalle non è farina del suo sacco ma proviene dal C.D.C. (Centers for Disease Control and Prevention di Atlanta), il più importante organismo di controllo sulla sanità pubblica degli Stati Uniti d’America e probabilmente dell’intero globo.
PODCAST

Trascrizione dell’intervista.
G.Minoli: …Eugenio Serravalle che è pediatra, presidente dell’ASSIS, l’Associazione su Studi ed Informazione sulla Salute. Dottor Serravalle, sul vostro sito avete scritto che quest’anno il vaccino anti-influenzale è pressoché inefficace. Da dove nasce questa affermazione?
Dr.Serravalle: Si. Questa è un’affermazione non nostra ma del C.D.C. di Atlanta. Il C.D.C. è il centro per il controllo e la prevenzione delle malattie infettive che hanno fatto un’analisi di quelli che sono i sierotipi presenti in circolazione quest’anno nell’epidemia influenzale negli Stati Uniti d’America ed hanno tratto questa conclusione.
G.Minoli: E quindi è pressoché inefficace, questo vaccino. E’ così?
Dr.Serravalle: E’ pressoché inefficace perché il virus in predominante previsto, che è un H3N2, è differente da quello che è “curato da questo vaccino” (G.Monoli). Esattamente. Si. E’ proprio differente.
G.Monoli: A fine novembre, in seguito ad alcuni decessi che son stati considerati da tutti “sospetti”, l’agenzia italiana del farmaco aveva sospeso due lotti del vaccino Fluad. Parliamo sempre di quello li?
Dr.Serravalle: Parliamo sempre di quello li, si.
G.Minoli: Però anche il comitato per la farmaco-vigilanza dell’agenzia europea ha scagionato il Fluad perché ha detto che non c’è nessuna correlazione tra i lotti sospesi e i decessi segnalati. Se ho capito bene possiamo vaccinarci senza rischi ma anche senza nessun beneficio perché non serve per questa influenza.
Dr.Serravalle: Con un beneficio molto scarso ma non completamente senza rischi perché è vero che non è stata riscontrata contaminazione batterica ma il problema non era questo. Il problema è capire realmente se queste reazioni avverse, segnalate dopo la vaccinazione, avevano un rapporto oppure no, con la vaccinazione stessa. Cioè che cosa succede dopo l’immunizzazione e quali sono gli eventi avversi che si possono verificare.
G.Minoli: Com’è possibile che un vaccino, studiato per combattere un virus, si riveli inefficace?
Dr.Serravalle: Perché non è esatta la previsione del virus che causerà l’epidemia influenzale.
G.Minoli: Cioè, si è realizzato questo vaccino in un modo sbagliato?
Dr.Serravalle: E’ stata sbagliata la previsione. D’altra parte tutti gli anni i vaccini anti-influenzali cambiano (non sempre). Anche nel passato si sono verificati gli stessi errori.
G.Minoli: Si vendono ma forse non servono.
Dr.Serravalle: Si vendono e non sono del tutto efficaci, certo.
G.Minoli: Gli stessi centri che ne hanno dimostrato l’inefficacia però raccomandano la vaccinazione dei soggetti a rischio, Allora non capisco. Perché?
Dr.Serravalle: Perchè viene studiato con l’idea che funzioni, però sul campo gli esiti reali ci dicono che non è esattamente questo… si capisce soltanto dopo. Certo.
G.Minoli: Dr.Serravalle lei sostiene che impatto sociale e sanitario dell’influenza sono sovradimensionati. COsa vuol dire?
Dr.Serravalle: Perché d’inverno ci si ammala per sindromi influenzali e non soltanto per influenza. Si stima che l’influenza, quella vera, badi bene è una stima e non sono dati certi, riguarda tra il 7% e il 10% delle sindromi influenzali. Quindi in realtà il numero di persone che si ammalano realmente di influenza è veramente molto molto basso.
G.Minoli: Praticamente si chiama tutto influenza ma non è vero!
Dr.Serravalle: Ma non è vero. Si. Bisognerebbe chiamarle sindromi influenzali che è cosa diversa dall’influenza. Sono un centinaio i virus che determinano le sindromi influenzali.
G.Minoli: L’Organizzazione Mondiali della Sanità raccomanda la vaccinazione di tutti i soggetti a rischio di complicazioni. Quindi lei non è d’accordo con l’O.M.S.?
Dr.Serravalle: Ci sono autorevoli revisioni di ricercatori indipendenti che contastano l’efficacia del vaccino nel ridurre sia la morbilità che la mortalità. Mi rifersco alle meta-analisi fatte dal gruppo di Cochrain.
G.Minoli: Però le vaccinazione, è innegabile, hanno permesso di debellare malattie mortali. Adesso cosa facciamo? Niente più vaccini?
Dr.Serravalle: Assolutamente no. Nessuno sostiene una cosa del genere. Quello da cui dobbiamo uscire è questa logica “vaccini si, vaccini no”, essere favorevoli e contrari. Occorre metterci intorno ad un tavolo. Le condizioni
igieniche-sanitarie sono mutate e quindi ragionare per bene che strategie a senso mettere in pratica e quali vaccini sono utili e quali francamente sono inutili.
G.Minoli: Quali sono i vaccini obbligatori in Italia?
Dr.Serravalle: Attualmente sono quattro. Polio, Difterite, Tetano ed Epatite B.
G.Minoli: E quali sono i rischi concreti?
Dr.Serravalle: I rischi concreti nell’epatite B in un neonato non si capisce quali possano essere se non il neonato che nasce a rischio dal momento che è una malattia che si trasmette col sangue o col rapporto sessuale. Devo dire peraltro che pur essendo solo queste quattro le vaccinazioni obbligatorie i genitori che volessero fare solo questi vaccini non possono farli perché viene proposto un vaccino esavalente. Cioè ne vengono proposti sei invece che quattro.
G.Minoli: Si fanno dei vaccini che non servono, dice lei? …nei migliori dei casi o a rischio, addirittura?
Dr.Serravalle: All’età, per esempio, di tre mesi il vaccino anti Epatite ha poco senso in un bimbo sano.
G.Minoli: Sarebbe possibile ridurre la percentuale dei rischi?
Dr.Serravalle: Questo è importante. Esiste persino una sentenza della Corte di Cassazione che ha richiesto l’attuazione di test predittivi. Per capire qual’è il bambino che può andare soggetto ad una reazione avversa oppure no. Nonostante la sentenza dell’Alta Corte non è stato dato gambe per cui ad oggi non disponiamo di test predittivi per capire quale può essere un bambino che può subire un danno.
G.Minoli: Perché non si fanno i test preventivi?
Dr.Serravalle: Perché bisogna sempre rispondere al dogma che i vaccini sono sempre sicuri ed effecaci. Però purtroppo non è così e nella nostra normativa esiste una legge, la 210 del ’92, che riconosce l’esistenza dei danni da vaccini gli indennizzi a chi li subisce.

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