Le connessioni tra Göbekli Tepe e l’isola di Pasqua

Le statue e i gesti simbolici che collegano l’antica Göbekli Tepe, l’isola di Pasqua e altri siti intorno al mondo.
di Ozgur Baris Etli

Antichi monumenti lasciati dall’uomo presentano un enigma irrisolto: perché statue di umanoidi di molti siti preistorici, da quelle che si trovano a Göbekli Tepe in Turchia a quelle dell’isola di Pasqua mostrano posture simili? La firma e le posizioni simboliche visualizzate su statue incredibili in località di tutto il mondo pongono domande su ciò che ha spinto l’umanità a ripetere collettivamente il tema comune della “rinascita” attraverso enormi differenze spazio-temporali.
Göbekli Tepe è situata nella città di Sanliurfa (o Urfa) in Turchia e si distingue come uno dei più interessanti siti archeologici preistorici odierno. La ricerca scentifica ha datata i templi di Göbekli Tepe, come minimo, al 9600 a.c. che nel Linguaggio archeologico corrisponde al periodo neolitico preceramico A.
Göbekli Tepe è costituito da numerosi templi fatti da pilastri di peso compreso tra le 40 e le 60 tonnellate a forma di T o di pilatri con raffigurazioni intricate di tori, serpenti, volpi, leoni ed altri animali scolpiti nella pietra. Eppure il sito maestoso sarebbe stato edificato da gente “primitiva” del neolitico che non aveva strumenti sofisticati, provocando speculazioni su come è stato costruito e perché.
A ben guardare le mani e le braccia possono essere osservate con precisione sui pilastri di Göbekli Tepe. I volti umani non sono chiari. Potrebbe essere che non sono umani ma simboli di dei o dee del Neolitico.


Possono essere viste anche delle armi lungo entrmbi i lati delle colonne e le mani si incontrano sull’ombelico (omphalos). Questa posizione in piedi potrebbe essere considerta speciale e forse sacra. La dea sumera Inanna è stata raffigurata in posizione eretta, proprio come si vede sui pilastri centrali di Göbekli Tepe. Tuttavia Göbekli Tepe non è il solo sito archeologico che mostra statue in questa posizione.
Allo stesso modo le enormi statue dell’isola di Pasqua sono state costruite in questo stileed in posizione sacra ed eretta, con le mani sull’ombelico (omphalos). Secondo i ricercatori questa posizione simboleggia la nascita o la rinascita. Inoltre, nella tradizione orale del popolo nativo dell’isola di Pasqua o Rapa Nui), è stato originariamente chiamato Te Pito o te kainga un Hau Maka, che significa “l’ombelico del mondo”.

Easter Island: Front view of moai statue made of basalt, called Hoa Hakananai'a ("Stolen or Hidden Friend"), from Orongo, Easter Island (Rapa Nui), Polynesia. Notice how the statue’s hands wrap around to the navel.

Isola di Pasqua: Vista frontale della statua Moai fatta di basalto, chiamato Hoa Hakananai’a (“Rubato o Amico Nascosto”), da Orongo, Isola di Pasqua (Rapa Nui), Polinesia. Si noti come le mani della statua si avvolgono intorno all’ombelico. (Foto di dominio pubblico)

Statue simili si possono trovare non solo a Göbekli Tepe ma anche a Nevali Cori e Kilisik Tepe, sempre in Turchia.
Il confronto delle staute di da Göbekli Tepe, l’isola di Pasqua e molti altri siti mostrano caratteristiche simili significative e incoraggiano ulteriori ricerche per trovare prove supplementari di civilità in tutto il mondo.

Hands come together on the omphalos, or navel on monuments at many locations. Left: Gobekli Tepe. Right: Azerbaijan. Image via Özgür Etli.

Le mani si incontrano sullo omphalos, o ombelico, nei monumenti di molte località. A sinistra: Gobekli Tepe. A destra: Azerbaijan. Foto di Özgür Etli.

Numerosi altri statue simili sono state trovate in: Bolivia (Tiwanaku), Colombia (San Agostino), Egitto e Costa Rica. Come si può vedere questi paesi si trovano in diverse parti del mondo.

Bolivia: Statue from Tiwanaku, Bolivia. A symbol of regional power, the humanoid statue stands with hands over navel.

Bolivia: Statua di Tiwanaku, in Bolivia. Un simbolo di potenza regionale, la statua umanoide sta con le mani sopra l’ombelico.

Le statue e formazioni subacquee sono particolarmente interessanti. Molti di questi reperti si pensa siano affondati durante gli aumenti di livello del mare nell’ultima mini era glaciale. I risultati della ricerca negli ultimi anni hanno mostrato sorprendenti reperti archeologici sott’acqua come il monumeno di Yonaguni in Giappone.

Japan: Sunken formations of the Yonaguni Monument, Japan. Wikimedia

Giappone: formazioni Sunken del Monumento Yonaguni. (Wikipedia)

Le rovine di Yonaguni sono state studiate dal Dr.Masaaki Kimura per più di 15 anni ed i suoi risultati sono che tali formazioni sono state fatte dall’uomo e sono datate circa al 600 a.c. Queste affermazioni sono state pubblicate in un articolo del National Geographic nel 2007 dal titolo “Le antiche piramidi subacque del Giappone”.
Altre rovine sottomarine sono state trovate nel Golfo di Cambay in India. Si dice che abbiano più di 9000 anni e che anticipico la civiltà di Harappa. Il sito è stato scoperto per caso da oceanografi del National institute of Ocean Technology dell’India durante lo svolgimento di un sondaggio per l’inquinamento.
La datazione al carbonio della ceramica, delle perle, delle sculture e delle ossa umane hanno indicato un età di quasi 9000 anni. Il ritrovamento di una presenza umana così massiccia sfida il modello tradizione delle origini della civiltà. Questi ricordi sotto la superficie dell’acqua di ciò che è avvenuto prima di noi ci rievocano quanto abbiano dovuto soffrire gli esseri umani per i grandi cambiamenti climatici e sconvolgimenti ambietali. Sappiamo che una serie di cataclismi databili tra 13000 e l’11500 anni fa si è verificato durante il Dryas Recente, una mini era glaciale che si è conclusa bruscamente 11500 anni fa. L’analisi scientifica di questo periodo, in particolare lo storico della scienza D.S.Allan ed il geologo ed antropologo di Oxford J.B.Delari, descrive un disastro cosmico 11500 anni fa che ha riodinato il sistema solare ed ebbe un serio impatto sulla Terra. La teoria che ne consegue è che questo trauma ha influenzato e cambiato la coscienza umana e la gente ha dovuto acquisire nuove competenze per sopravvivere. Ad esempio, cacciatori-raccoglitori si sono dovuti adattare e diventare coltivatori. Coloro che sonosopravvisuti al drammatico cambiamento climatico e all’aumentare del livello del mare nei secoli seguenti sono da considerarsi una specie di multi-traumatizzati, colpiti da quello che viene chiamato “catastrophobia”, un termine coniato per descrivere l’estrema paura di sconvolgimenti e caos. Questa parola sta prendendo piede ora che i paleantropologi hanno completato un quadro preciso delle migrazioni globali ed insediamenti umaninel corso degli ultimi 100000 anni.
Se solo un singolo campione di queste statue era stato visto a Göbekli Tepe si può supporre che la fede e la cultura locale abbia governato proprio in questa regione del mondo. Ma al contrario queste opere d’arte sono state trovate in diverse parti del nostro pianeta.

Hands come together on the omphalos, or navel. Image via Özgür Etli.

Le mani si incontrano sull’omphalos, o ombelico. Foto di Özgür Etli.

Posture figurines are found in virtually all pre-historic sites on both continents going back to 8,000 years ago, a sure sign of an originating culture thousands of years earlier. Image via Özgür Etli.

Immagini di questa postura si trovano in quasi tutti i siti preistorici su tutti i continenti che risalgono a 8.000 anni fa, un segno certo di una cultura che ha origini migliaia di anni prima. Immagini di Özgür Etli.

Ciò indica una probabile convinta “rinascita” diffusa attraverso i continenti nel corso del tempo. E’ possibile che le comunità traumatizzate abbiano generato motivi comuni come gli archetipi di Carl Gustav Jung, psichiatra e psicoterapeuta che ha fondato la psicologia analitica. Nella psicologia junghiana l’archetipo è un’idea inconscia ereditata collettivamente, un modello di pensiero, un immagine, ecc universalmente presente nelle singole psichi.
Per esempio, la morte, l’aldilà, la rinascita e la fertilità, culti emersi in terre remote ed anche all’interno delle stesse epoche. Com’è stato possibile? Quando si tratta di creare statue monumentali ci si può chiedere come persone provenienti da regioni lontante di tutto il mondo pensavano di costruirle con temi e stili simili. Che tipo di rapporto può essere tracciato tra l’Anatolia (Asia minore, Turchia) e l’isola di Pasqua che si trova nell’Oceano Pacifico?

Colombia: In the world’s largest necropolis in San Augustin Archaeological Park in Colombia, megalithic humanoid sculptures have carved hands on their navels.

Colombia: Nella più grande necropoli del mondo a San Augustin nel Parco Archeologico della Colombia, megalitiche sculture umanoidi hanno scolpite le mani sul loro ombelico.
Guillermo Vasquez / Flickr

Le stesse posizioni della mano e del braccio esistono sulle staute Moai dell’isola di Pasqua che sono relativamente alla stessa altezza (4,5 metri), come le figure antropomorfe di Göbekli Tepe. Nel 2010, quando gli archeologi hanno scavato al di sotto delle teste di pietra dell’isola di Pasqua, sono stati rivelati gli arti nella stessa posizione. Queste alte statue umanoidi, molto distanti tra loro, in stile “Birthing posture”, suggeriscono che forse una cultura sciamanica globale abbia comunicato questo portamento attraverso l’arte.
Una domanda interessante può venire in mente quando si guardano queste enormi statue di Göbekli Tepe e dell’isola di Pasqua è: perchè sono così enormi rispetto agli esseri umani?
E’ possibile che nel passato gli esseri umani si fossero sentiti inferiori e deboli contro la natura e l’universo e si siano presentati “più grandi della vita” per aver un maggior senso di sicurezza nel mondo, trasmettendo il messaggio che essi erano anche forti e potenti. Un’altra possibilità è che a causa delle cataastrofi naturali estreme affrontate dal genere umano possano aver creduto che Dio o gli Dei non potevano vedere e comprendere. Così hanno costruito grandi statue per essere notati dagli Dei.

In this image, the true size of the Easter Island statues can be seen in relation to the people in the background.

In questa immagine, la vera dimensione delle statue dell’isola di Pasqua può essere vista in relazione alle persone in background.

Molto interessanti le statue dell’isola di Pasqua, del Messico, del Costa Rica, dell’Azerbaigian, della Polinesia Francese, della Mesopotamia occidentale, della zona Sahariana, della Bolivia, dell’Egitto, di Tahiti, della Colombia e delle isole Marchesi rivelano una forma simile a quelle di Göbekli Tepe. A causa di questa sorprendente somigliana, alcune domande devono essere fatte. cosa lega tutti questi luoghi misteriosi? Quel’è stata la connessione tra queste terre lontane  durante le epoche antiche? Per ora non ci sono risposte evidenti ma con la continua ricerca forse nuove informazioni saranno rivelate e i pezzi di questo antico puzzle andranno a posto.

FONTE

Traduzione by CNJ

One Response to Le connessioni tra Göbekli Tepe e l’isola di Pasqua

  1. Daniele scrive:

    Io penso sia collegato sempre al culto della Dea Madre. Per colpa delle religioni abbiamo perso questi antichi riti, vedendo gli Dèi trasformati da donne a uomini.
    Le mani sul ventre,l’origine della vita,il dono della Dea Madre.

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