La scomparsa del polimero Starlite di Maurice Ward

INVENTORE DILETTANTE SCONCERTA IL MONDO CON LA SUA FANTASTICA PLASTICA

Un ex parrucchiere dello Yorkshire ha sconcertato la comunità scientifica e militare di tutto il mondo producendo un magico pezzo di plastica, talmente resìstente da poter resistere al calore di un’esplosione nucleare. Esperimenti condotti presso lo Stabilimento Armi Atomiche del Ministero della Difesa (MoD). presso Foulness, nel Sussex, e da scienziati della NATO presso il poligono missilistico statunitense di White Sands. nel New Mexico. hanno mostrato che la sostanza resisteva alle simulazioni di lampi nucleari che hanno generato temperature superiori a 1.000CC.
I risultati dei test, pubblicati per la prima volta su Jane’s International Defenee Review, stanno portando le prudenti comunità scientifiche di entrambi i lati dell’Atlantico ad una strana ed umiliante conclusione: che un inventore inglese senza alcun titolo accademico ha armeggiato per alcuni anni nel suo laboratorio, trovando casualmente un segreto per il quale i fisici nucleari hanno speso decenni dì ricerche.
Inizialmente liquidato come un tipo strambo con la fissazione della plastica, Maurice Ward adesso si ritrova ad essere il festeggiato dei compiessi industriali-militari di Gran Bretagna e Stati Uniti, grazie al polimero che egli chiama Starlite.


Nessuno, tanto meno Mr. Ward, sa realmente come funziona lo Starlite (soltanto membri selezionati della sua famiglia conoscono tutti gli ingredienti), ma le proprietà mostrate dalla sua plastica misteriosa sono evidentemente impressionanti.
Mr. Ward le portò per la prima volta all’attenzione del pubblico tre anni fa, durante il programma televisivo della BBC, Tomorrow’s World, quando rivestì il guscio di un uovo fresco di gallina con la sua sostanza. Pur investendo l’uovo con un cannello all’ossiacetilene, esso non si cuoceva, rimanendo intatto, e poteva essere maneggiato con le dita nude subito dopo.
Durante dei test con laser presso il MoD, nell’ottobre 1990, uno strato di Starlite spesso 0.25 millimetri assorbiva per 30 secondi l’energia equivalente a 75 lampi nucleari.
Ma a qualunque cosa venga sottoposto lo Starlite — un nome ideato dalla nipotina di otto anni di Ward — esso rimane intatto. Sul rivestimento plastico si possono distinguere soltanto dei minuscoli forellini. L’energia lanciata contro il polimero non viene respinta via,bensì assorbita e diffusa a straordinaria velocità tramite un processo col quale gli scienziati sono ancora alle prese.
Mr. Ward adesso viene consigliato dal professor Sir Roland Mason. capo consigliere scientifico del MoD sino al 1983.che vede la transizione tra applicazioni civili e militari dello Starlite come una “veste senza cuciture”. Egli intravede i primi utilizzi per i mercati marittimi e aeronautici e afferma che potrebbe essere facilmente impiegato sui veicoli spaziali.
Egli afferma: “Maurice è un grande entusiasta e talvolta dice delle sciocchezze dal punto di vista scientifico, ma non c’è dubbio che questo sia davvero il materiale più straordinario.” Il MoD ha detto solo che il materiale potrebbe avere “un potenziale interessante”.
”Dopo un test a Cavendish [l’Università di Cambridge] l’altro giorno, uno dei loro tizi mi ha detto che i risultati sono stati talmente al di sopra delle sue aspettative,che doveva esserci un errore del computer. Abbiamo controllato nuovamente, ma non c’era nessun errore. Adesso mi crede.” (Fonte: The Observer, Londra, domenica 11 aprile 1993.)

VIDEO: https://youtu.be/RxqFyDugqs4
FONTE: Nexus (N.46 GOLD, nov-dic 2003)
FONTE: https://en.wikipedia.org/wiki/Maurice_Ward
ALTRO: https://www.newscientist.com/article/mg21428641-700-the-power-of-cool-whatever-became-of-starlite/
ALTRO: https://www.theguardian.com/notesandqueries/query/0,5753,-5575,00.html

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