11 settembre 15 anni dopo

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Chemioterapia può nuocere fino a metà pazienti

L’allarme su Lancet

Risultati immagini per lancet statistiche cancro

I pazienti dovrebbero sempre essere avvertiti sui pericoli legati alla chemioterapia, suggerisce una ricerca pubblicata su ‘Lancet Oncology’, secondo cui i farmaci contro il cancro possono nuocere gravemente fino al 50% dei pazienti. Per la prima volta i ricercatori hanno esaminato il numero di malati deceduti entro 30 giorni dall’inizio della chemioterapia, cosa che indica che i medicinali hanno provocato la loro morte, piuttosto che il cancro.

Lo studio inglese, firmato Public Health England e Cancer Research Uk, ha esaminato più di 23.000 donne con cancro al seno e circa 10.000 uomini con carcinoma polmonare non a piccole cellule: 9.634 sono stati sottoposti a chemioterapia nel 2014 e 1.383 sono morti entro 30 giorni. L’indagine ha rilevato che in Inghilterra circa l’8,4% dei pazienti con cancro del polmone e il 2,4% di quelli affetti da tumore del seno sono deceduti entro un mese dall’avvio del trattamento. Ma in alcuni ospedali la percentuale è di molto superiore alla media riscontrata.

Ad esempio, in quello di Milton Keynes il tasso di mortalità per chemioterapia contro il carcinoma polmonare è risultata addirittura del 50,9%, anche se la statistica si basa su un piccolo numero di pazienti. Al Lancashire Teaching Hospitals il tasso di mortalità a 30 giorni è risultato del 28%. Tassi più alti della media anche nei nosocomi di Blackpool, Coventry, Derby, South Tyneside, del Surrey e del Sussex. Gli esperti avvertono: “Si tratta di farmaci potenti, con effetti collaterali significativi, e spesso ottenere il giusto equilibrio fra un trattamento aggressivo e la salute del paziente può essere difficile”.

“A quegli ospedali i cui tassi di morte sono al di fuori della media attesa – sottolineano – si chiederà di rivedere le loro pratiche. E’ comunque importante rendere i pazienti consapevoli che ci sono potenziali rischi di vita legati alla chemioterapia. E i medici devono essere più attenti alla selezione dei pazienti, dato che ci sono differenze significative in termini di sopravvivenza per le persone anziane e per i pazienti in generali cattive condizioni di salute, al netto della neoplasia”.

FONTE: adnkronos

Le connessioni tra Göbekli Tepe e l’isola di Pasqua

Le statue e i gesti simbolici che collegano l’antica Göbekli Tepe, l’isola di Pasqua e altri siti intorno al mondo.
di Ozgur Baris Etli

Antichi monumenti lasciati dall’uomo presentano un enigma irrisolto: perché statue di umanoidi di molti siti preistorici, da quelle che si trovano a Göbekli Tepe in Turchia a quelle dell’isola di Pasqua mostrano posture simili? La firma e le posizioni simboliche visualizzate su statue incredibili in località di tutto il mondo pongono domande su ciò che ha spinto l’umanità a ripetere collettivamente il tema comune della “rinascita” attraverso enormi differenze spazio-temporali.
Göbekli Tepe è situata nella città di Sanliurfa (o Urfa) in Turchia e si distingue come uno dei più interessanti siti archeologici preistorici odierno. La ricerca scentifica ha datata i templi di Göbekli Tepe, come minimo, al 9600 a.c. che nel Linguaggio archeologico corrisponde al periodo neolitico preceramico A.
Göbekli Tepe è costituito da numerosi templi fatti da pilastri di peso compreso tra le 40 e le 60 tonnellate a forma di T o di pilatri con raffigurazioni intricate di tori, serpenti, volpi, leoni ed altri animali scolpiti nella pietra. Eppure il sito maestoso sarebbe stato edificato da gente “primitiva” del neolitico che non aveva strumenti sofisticati, provocando speculazioni su come è stato costruito e perché.
A ben guardare le mani e le braccia possono essere osservate con precisione sui pilastri di Göbekli Tepe. I volti umani non sono chiari. Potrebbe essere che non sono umani ma simboli di dei o dee del Neolitico.

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Global Education Rank: Finlandia #1

Nel Global Education Rank la Finlandia si trova al primo posto mentre gli Stati Uniti sono al 29.esimo posto. In questo video, tratto da “Where to Invade Next” (2015/2016 ), Michael Moore spiega il perchè. Il film pare dipingere un Europa, e anche un Italia, meravigliosamente sviluppata e ottimisticamente all’avanguardia. In realtà Michael Moore rivolge il proprio interesse agli aspetti positivi del vecchio continente per evidenziarne le differenze con il proprio paese di origine, gli Stati Uniti, che sui temi trattati pare arrancare. E’ un film che dovrebbe servire ad aumetare la consapevolezza tra gli stati cogliendo le cose buone che ogni nazione e tradizione hanno da offrire per migliorare le cose che non funzionano nei paese vicini e lontani. Una volta tanto pessimismi e declini della vecchia Europa sono stati messi da parte per evidenziarne gli aspetti migliori.

Simpsonwood Memo: vaccini al mercurio

Foto da “Su La Testa” di Gianni Lannes

Da almeno 15 anni i medici americani sanno che esiste una correlazione fra vaccini e autismo. Ma nascondono le prove. (Luogo Comune)

La sostanza che viene usata nei vaccini che contiene il mercurio si chiama Thimerosal. Esistono sinonimi di questo conservante che vengono messi anche in altri prodotti come cosmetici, liquido per lenti a contatto etc.etc.:

SYNONYM: ((O-Carboxyphenyl)thio)ethyl mercury sodium salt; Elcide 75; Elicide; Ethyl(2-mercaptobenzoato-S)mercury sodium salt; O-(Ethylmercurithio)benzoic acid sodium salt; Ethylmercurithiosalicylic acid sodium salt; Ethylmerkurithiosalicilan Sodny (Czech); Ethyl (sodium O-mercaptobenzoato) mercury; Mercurothiolate; Mercury, Ethyl(2-Mercaptobenzoate-S)-, sodium salt; Merfamin; Merthiolate; Merthiolate salt; Merthiolate sodium; Mertorgan; Merzonin; Merzonin sodium; Merzonin, sodium salt; SET; Sodium Ethylmercuric Thiosalicylate; Sodium O-(ethylmercurithio)benzoate; Sodium Ethylmercurithiosalicylate; Sodium Merthiolate; Thimerosalate; Thimerosol; Thimersalate; Thiomerosal; Thiomersal; Thiomersalate.

Graham Hancock: The Egyptian Olmec Connection

Graham Hancock Giza“…mi piacerebbe comparare questa “testa africana” (la Sfinge) con questa (“faccia Olmeca”) che è della stessa dimensione. Quando ti trovi accanto ad essa ti rendi conto che è un enorme scultura e pesa circa 40 tonnellate. Il problema di questa “testa Africana” è che non viene dall’Africa ma dal Golfo del Messico ed è stata trovata nel più antico strato archeologico del Golfo del Messico in cui era stata sotterrata deliberatamente all’incirca nel 1400 a.c. Possiamo dire ciò perchè il materiale organico trovato accanto ad esso è stato datato al carbonio radioattivo a quel periodo… ma ho il sospetto che gli studiosi stiano commettendo un errore quando attribuiscono a questa “testa Olmeca” la data del 1400 a.c. E’ un errore nella logica di supporre che la testa Olmeca risalga allo stesso periodo del materiale organico in cui fu sepolto. E’ ugualmente possibile che potrebbe avere un’età notevolmente più antica, un tesoro che è stato venerato nel corso di migliaia di anni fino al momento in cui questa misteriosa civiltà Olmeca venne scoperta e che suppongo essere una cultura della Madre dell’America centrale. Sono incuriosito dalle somiglianze tra la faccia della Sfinge in Egitto e la faccia Olmeca in Messico. Al momento non sappiano nulla della civiltà Olmeca. Non è mai stato trovato un singolo scheletro olmeco. E’ solo stato attribuito un nome a questa civilta antica le cui orgini sono sconosciute…” (Graham Hancock)