Quanti stecchiti dalla chemio. E dai giornalisti ignoranti.

di Maurizio Blondet (7 settembre 2016)

Il Lancet, una delle più stimate riviste mediche, giorni fa ha pubblicato un lavoro firmato dal Public Health England e Cancer Research Uk, condotto su 23,000 donne con cancro al seno e circa 10.000 uomini con carcinoma polmonare non a piccole cellule: 9.634 sono stati sottoposti a chemioterapia nel 2014 e 1.383 sono morti entro 30 giorni.

«L’indagine ha rilevato che in Inghilterra circa l’8,4% dei pazienti con cancro del polmone e il 2,4% di quelli affetti da tumore del seno sono deceduti entro un mese dall’avvio del trattamento. Ma in alcuni ospedali la percentuale è di molto superiore alla media riscontrata.  «Ad esempio, in quello di Milton Keynes il tasso di mortalità per chemioterapia contro il carcinoma polmonare è risultata addirittura del 50,9%. …. Al Lancashire Teaching Hospitals il tasso di mortalità a 30 giorni è risultato del 28%» *

«Per la prima volta i ricercatori hanno esaminato il numero di malati deceduti entro 30 giorni dall’inizio della chemioterapia, cosa che indica che i medicinali hanno provocato la loro morte, piuttosto che il cancro».

Ho copiato e incollato da “Senza Nubi”, sito del professor Sandro Carlo Mela.  Che è stato docente di medicina interna all’Università di Genova, ha avuto diversi incarichi scientifici al CNR, è  co-autore di  583 pubblicazioni scientifiche, delle quali 212 su riviste internazionali,  con  1823 citazioni da riviste internazionali.

Suo anche il commento che segue: “È notevole che siano stati proprio il Public Health England ed il Cancer Research Uk a sentire il bisogno di rivedere criticamente il proprio operato, raccogliendo una casistica imponente e traendone infine le conseguenze. Ci si pensi bene. Questa è l’essenza della metodologia scientifica.  Fare ipotesi. Verificarle. Accettarle se i fatti le corroborino e rigettarle se i fatti le contraddicano.  Quanto è duro accettare che i fatti smentiscano le teorie!”.

Poiché  il professor Mela è scienziato e scrittore elegante, penso questo sia stato il suo modo di  intervenire nella canea giornalistica innescata da un  caso di cronaca. Regolarmente riportato dai media in questi termini:  “I genitori rifiutano la chemio, lei muore a 18 anni di leucemia”. Naturalmente accusando i genitori di aver ammazzato la figlia  perché credono a ciarlatani (“il dottor Hamer”), ché se invece  avessero portato la figlia dal celebre professor Veronesi, che l’avrebbe sottoposta alla chemio,  la fanciulla sarebbe ancora viva.

A Veronesi nessun  giornalista  ha mai chiesto conto di quanti, nella sua lunga carriera, ne ha ammazzati con la chemio. I lavori dei due importanti istituti  sanitari pubblici inglesi, riportati da Mela, dimostrano che c’è una percentuale da alta a ragguardevole di pazienti che viene addirittura stecchita dalla chemio. Nei primi trenta giorni dal trattamento.

I giornalisti soprattutto, hanno colto il caso o i due casi di cronaca per lanciarsi in una battaglia morale: non solo contro di due genitori che hanno accusato di aver ucciso la figlia, ma in genere contro la diffidenza della “gente”  contro tutto ciò che è scientifico, o anche solo ufficiale: c’è chi ha messo la diffidenza generale del pubblico per la chemio sullo stesso piano del “il rigetto dei partiti”;   il rifiuto delle vaccinazioni   alla stessa stregua  di un rigetto anarchico e cieco verso ogni autorità;  il discredito verso “il celebre oncologo Veronesi” alla stessa stregua del “populismo” che “abbiamo visto emergere anche nelle elezioni in Germania”.  Insomma vedono, i giornalisti, un rigurgito di passatismo, oscurantismo e pensiero magico, un ritorno al Medioevo,   che si sentono in dovere di combattere con l’ironia dei loro Lumi. Invocando anche i giudici, se occorre, perché sottraggano la patria potestà dei genitori anti-chemio  e affidino  i figli malati  per forza pubblica a Veronesi e alla sua  terapia citotossica con metalli pesanti ed iprite; la libertà dei pazienti non è accettabile, se essa sfocia in superstizione e cure con vitamina C o veleno di scorpione.

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The China Study

“…Uno degli aspetti più preoccupanti delle diete a base di carne, e con questo non intendo solo manzo e maiale ma anche pollo e pesce, è che quando si cucina la carne si formano sulla sua superficie delle sostanze chimiche cancerogene chiamate amine eterocicliche o HCA che non sono nella carne quando la si compra. Si formano solo quando la si mette nel forno, in padella o sul grill. Con l’alta temperatura e il tempo che serve alla cottura si formano queste sostanze cancerogene. Più alta è la temperatura più se ne formano. Allora dovremo mangiare carne cruda? Ovviamente no, perchè in quel caso c’è la salmonella, il campylobacter e gli altri batteri infettivi che la cottura può distruggere. Quindi la carne non è sicura. Se la si cuoce poco è molto rischiosa, se la si cuoce troppo idem. La cosa migliore è lasciarla perdere del tutto. Le amine eterocicliche e le altre sostanze cancerogene si trovano molto spesso nei prodotti a base di carne. Noi cerchiamo di portare a conoscenza della gente come per alcuni tipi di cancro al seno, al colon etc. esista un legame con queste sostanze chimiche assunte con la carne…”
Dr.Neal Barnard, Professore Associato presso la George Washington University, Presidente del Physician’s Commitee fot Responsible Medecine

La relazione tra cibo e malattie. Lo studio più completo sull’alimentazione mai condotto finora, sorprendenti implicazioni per la dieta, la perdita di peso e la salute a lungo termine. http://www.thechinastudy.it/

Macro Librarsi

“…Quel che abbiamo fatto è iniziare tre grossi studi che comprendono circa 300.000 tra uomini e donne in tutti gli Stati Uniti e abbiamo raccolto informazioni sulla dieta di queste persone in modo continuativo. Ormai siamo quasi a 30 anni di studio. Abbiamo poi valutato come la loro dieta si associ al loro rischio di cancro, malattie cardiache o altro. Grazie a questo abbiamo imparatomolto sul ruolo della dieta. Abbiamo imparato che è importante come non ci saremo mai sognati un tempo e io ritengo che la conclusione generale sia che le nostre scelte alimentari hanno un enorme impatto sulla nostra salute e sul nostro benessere a lungo termine…”
Dr.Walter C.Willet, Professore di Epidemiologia e Nutrizione, Direttore del Dipartimento di Nutrizione alla Harward’s School of Public Health, Boston.

Bicarbonato di sodio e tumori: sperimentazione in Arizona

Il Dr. Mark Pagel, membro dell’University of Arizona Cancer Center, riceverà 2 milioni di dollari come sovvenzione da parte del National Institutes of Health per studiare l’efficacia della terapia personalizzata con bicarbonato di sodio per il trattamento del cancro al seno. In altre parole, la sperimentazione clinica sull’uso di bicarbonato di sodio per via orale nei trattamenti contro il cancro al seno sta per cominciare! [1] Ovviamente ci sono studiosi che hanno capito che il bicarbonato di sodio (baking soda), che è la stessa cosa che può salvare la vita di una persona al pronto soccorso in un attimo, è una delle prime opzioni più sicure ed efficaci per la cura del cancro.

Naturalmente mi sento ripagato per tutto ciò che ho scritto sul libro Sodium Bicarbonate – Rich Man’s Poor Man’s Cancer Treatment, che è considerato ancora come l’unica recensione medica completa in materia di utilizzo di semplice bicarbonato di sodio nella pratica della medicina. Quando assunto per via orale con acqua, specialmente in acqua con alto contenuto di magnesio, e quando assunto con sistema transdermico, il bicarbonato di sodio diventa una prima linea di cura per il trattamento del cancro, delle malattie renali, del diabete, dell’influenza e anche del raffreddore comune. E soprattutto, è anche uno scudo contro l’esposizione alle radiazioni, tanto che tutti dovrebbero farne uso il prima possibile. La salute di tutti è sotto pesante attacco nucleare da forti venti radioattivi che circondano l’emisfero settentrionale.

In realtà non è una sorpresa che un ricercatore dell’Università dell’Arizona abbia ricevuto questo contributo, perché proprio in Arizona la ricerca sul cancro va avanti da anni. Il Dr. Robert J. Gillies e i suoi colleghi hanno già dimostrato che il pre-trattamento dei topi con bicarbonato di sodio ha dato dei risultati di alcalinizzazione nella zona intorno ai tumori. Gli stessi ricercatori hanno riferito che il bicarbonato aumenta il pH tumorale e inibisce le metastasi spontanee nei topi con cancro al seno. [2] Riduce anche il tasso di coinvolgimento linfonodale.

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Il cancro è causato dall’uomo

Diverse testate hanno riportato ieri la notizia di una ricerca scientifica, condotta dai professori Zimmermann e David dell’Università di Manchester, secondo la quale non si trovano tracce di cancro, nella storia dell’umanità, prima dell’era industriale.
Fatta eccezione per alcuni rarissimi casi, un approfondito esame di tutti i dati storici disponibili, sommati ai reperti fossili – umani ed animali – avrebbe rivelato l’assenza praticamente assoluta del cancro sul nostro pianeta fino agli ultimi 200 anni.
Una analisi sistematica delle centinaia di fossili risalenti al periodo del Neanderthal, ad esempio, avrebbe rivelato un solo caso di possibile cancro.
Zimmermann e David hanno voluto estendere l’esperimento fino alle mummie egizie, ed hanno messo a punto un metodo di re-idratazione ed analisi dei tessuti che avrebbe dovuto rivelare eventuali casi di tumore. Trattandosi di una civiltà nella quale la chirurgia non esisteva – sostengono i due ricercatori – i tumori avrebbero dovuto essere conservati almeno quanto il resto dei tessuti, se non meglio. Ebbene, pare che una sola mummia, su centinaia di casi analizzati, abbia mostrato i segni residui di un potenziale tumore.
In realtà, la cosa non stupisce più di tanto: visto che agli inizi del ‘900 Continua a leggere “Il cancro è causato dall’uomo”

Cancro: la mortale eredità dell’invasione dell’Iraq

New Media America (Un occhio sui media arabi)
di Jalal Ghazi
6 gennaio 2010

Dimenticate il petrolio, la disoccupazione, il terrorismo e anche Al Qaeda. In questi giorni il pericolo reale per gli iracheni è il cancro. In Iraq il cancro si sta diffondendo a macchia d’olio. Migliaia di bambini sono nati con malformazioni. I medici dicono che stanno lottando per far fronte alla crescita di cancro e a malformazioni della nascita soprattutto nelle città sottoposte a pesanti bombardamenti americani e britannici.

Ecco alcuni esempi. A Falluja, che è stata pesantemente bombardata dagli Stati Uniti nel 2004, ben il 25% dei neonati presentano anomalie gravi tra cui anomalie congenite, tumori al cervello e difetti del tubo neurale (embrioni) nel midollo spinale.
Secondo Al Jazeera (English) il tasso di tumori nella provincia di Babil, a sud di Baghdad, è aumentato da 500 casi diagnosticati nel 2004 a 9082 nel 2009.
A Bassora sono stati diagnosticati 1885 casi di cancro nel 2005. Secondo il Dr. Jawad al Ali, direttore del Centro di Oncologia, il numero è aumentato a 2302 nel 2006 e 3071 nel 2007. Il Dr. Ali ha detto ad Al Jazeera (English) che al momento sono circa 1250-1500 i pazienti che visitano il Centro di Oncologia ogni mese.

Non tutti sono pronti a vedere una correlazione diretta tra bombardamenti alleati in queste aree e i tumori e il Pentagono è stato scettico su ogni tentativo di collegare le due cose. Ma i medici iracheni ed alcuni studiosi occidentali dicono che le ingenti quantità di uranio impoverito utilizzato nelle bombe americane ed inglesi non è scollegato dal forte aumento dei tassi di cancro.
Il dottor Ahmad Hardan, (che ha prestato servizio come consigliere speciale scientifico nell’Organizzazione Mondiale della Sanità), le Nazioni Unite e il Ministero della Sanità iracheno, dicono che ci sono prove scientifiche che collegano l’uranio impoverito al cancro e alle malformazioni della nascita. il Dr. Hardan ha detto ad Al Jazeera (English) che “i bambini affetti da anomalie congenite sono sottoposti a karyotyping (genetica molecolare) e studi cromosomici con un completo back-grounding genetico e valutazione clinica. Sono esaminati anche i dati familiari e ostetrici. Questi studi internazionali hanno prodotto numerose prove per dimostrare che l’uranio impoverito abbia conseguenze disastrose”.

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Il bicarbonato può curare il cancro?

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La storia di Corinna è iniziata nel 2006, quando le fu diagnosticato un tumore al seno destro. Trattandosi di un tumore particolarmente aggressivo, le fu consigliata la rimozione immediata di ambedue i seni, e anche quella dell’utero.
Ma Corinna non ne volle sapere di operarsi, e iniziò a perseguire diverse strade, di tipo naturistico-spirituale, che non l’hanno completamente liberata dal cancro, ma le hanno permesso di affrontarlo con grande serenità, mentre cercava la soluzione adatta per lei.
Nel frattempo però il tumore cresceva, e c’erano anche i primi sospetti di una metastasi ossea. Nel 2008, quando il tumore aveva già raggiunto i 10 cm. di lunghezza, Corinna venne a sapere di Simoncini, e si recò a Roma per una serie di infiltrazioni di bicarbonato, che però non la liberarono completamente dal tumore.

Nel gennaio seguente Simoncini consigliò…

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