The Bloom Box

Bloom Box, il futuro dell’energia verde?
23 febbraio 2010
Alfonso Maruccia (Punto Informatico)

Una azienda statunitense mette in mostra la sua soluzione energetica per il futuro e preconizza celle a combustibile alla portata di tutti. Denso il segreto, tanti i soldi e qualche nome eccellente a dare credito alla cosa.

Le promesse delle unità energetiche basate su celle a combustibile, batterie “verdi” a impatto zero sull’ambiente sarebbero finalmente in procinto di divenire realtà grazie alla ricerca e al business messi in piedi da Bloom Energy. In attesa della presentazione ufficiale della tecnologia, l’azienda californiana ha mostrato in anteprima i suoi “Bloom Boxes” in un recente episodio dello show televisivo della CBS 60 Minutes.

All’apparenza ogni Bloom Box è un oggetto non molto più grande di un mattone: all’interno ci sono l’ossigeno e un combustibile ecocompatibile come gas o bio-combustibile, opportunamente mescolati all’interno delle celle per produrre la reazione chimica necessaria a generare corrente elettrica. Ogni Bloom Box, dice il CEO di Bloom Energy K.R. Sridhar, costa attualmente tra i 700mila e gli 800mila dollari ma con la produzione di massa si dovrebbe scendere fino ai 3mila dollari per unità.

A quel punto (entro 5-10 anni) ogni casa avrà il suo generatore di energia economico, sicuro e non inquinante, continua Sridhar, a concretizzare una rivoluzione da tempo attesa e sulle cui effettive ricadute la riservatissima società di Sunnyvale (nessuna insegna sull’edificio che la ospita, informazioni quasi inesistenti sul sito web ufficiale) ha sin qui totalizzato 400 milioni di dollari di fondi di investimento e l’interesse dei grandi nomi dell’hi-tech made in USA.

Nel servizio in esclusiva andato in onda sulla CBS, infatti, oltre a (di)mostrare per la prima volta l’esistenza di Bloom Box (e l’apparente conferma del fatto che le celle a combustibile stanno per trasformarsi in un business concreto) viene comunicato che i “mattoni energetici” sono già impiegati da mesi – in test che avrebbero avuto un ampio successo – presso 20 aziende inclusi giganti del calibro di FedEx, Wal-Mart, eBay e Google.

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The Disclosure Project

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Descrizione del progetto

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1

Mantenere aperto, e desecretare le notizie sugli UFO  e la presenza extraterrestre sulla terra e intorno alla Terra.

2

Tenere audizioni pubbliche in materia di energia e di avanzati sistemi di propulsione che, una volta fatti conoscere pubblicamente, offrano le soluzioni per le sfide ambientali globali.

3

Varare una normativa che vieterà l’uso di armi in tutto lo spazio.

4

Adottare una legislazione completa per la ricerca, sviluppare ed esplorare lo spazio in modo pacifico e in cooperazione con tutte le culture sulla Terra e dello spazio.

mons.balducci-greer

Mercoledì 9 maggio 2001 più di venti tra militari, agenti dell’intelligence, testimoni di governo, di aziende e scienziati hanno partecipato presso il National Press Club di Washington, DC per sostenere la realtà degli UFO o veicoli extraterrestri, di forme di vita extraterrestre, e di conseguenza la loro energia e tecnologia avanzata di propulsione. Il peso di queste testimonianze, insieme a documentazione di supporto del governo e di altre prove stabilì senza alcun dubbio la realtà di questi fenomeni, secondo il Dr. Steven M. Greer, direttore del Disclosure Project, che ha ospitato la manifestazione.

La conferenza, presieduta dal Dr.Steven M. Greer è di rilevanza storica per quanto riguarda la questione sugli UFO e le loro tecnologie di propulsione avanzata. Di seguito i video dell’evento suddiviso in 12 parti. Thanx  to moksha75ar.

National Press Club Conference 9 maggio 2001 (1/12)

National Press Club Conference 9 maggio 2001 (2/12)

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