Corrado Malanga e l’universo non-locale

“Non esiste ne la causa ne l’effetto. La causa e l’effetto sono la stessa identica cosa cioè sono due aspetti della stessa cosa come se le vedessimo da destra e da sinistra in una linea spazio-temporale. Questo perchè il tempo, secondo la fisica moderna di Bohm, non esiste, l’universo è non-locale.Non c’è ne il tempo, ne lo spazio ne l’energia ma noi viviamo e percepiamo come se il tempo esistesse. Se il tempo non esiste non esiste nemmeno la causa e l’effetto perchè la causa è qualcosa che avviene prima e l’effetto è qualcosa che avviene dopo. Nell’istante in cui ti dico che il tempo non c’è la causa e l’effetto accadono in un’unico istante quindi sono la stessa cosa. C’è solo un evento. Da un punto di vista sociologico. Il fatto che io abbia scagliato una pallina di gomma nel muro è lo stesso evento che farà in modo che la pallina nel muro mi colpisca l’occhio. Da questo punto di vista si può dire che nella fisica l’azione e la reazione sono esattamente la stessa cosa. Noi che abitiamo in questo universo virtuale dove crediamo che il tempo scorra vediamo questo evento, causa/effetto azione/reazione, una volta da destra e una volta da sinistra. Una volta cioè guardando verso il futuro e una volta guardando verso il passato. In questo contesto lo stesso evento ci appare in due modi differenti. E’ come se noi avessimo una moneta con una faccia rossa e una faccia blu. Se la guardo da una parte ha la faccia blu e se la guardo dall’altra parte ha la faccia rossa ma è lo stesso evento, la stessa moneta. Una delle cose più interessanti della mancanza di dualismo è la domanda e la risposta. Io mi faccio una domanda e mi do una risposta come Marzullo in TV. Non esiste la domanda e la risposta. Per me è un aspetto duale di un’unica cosa. Come si può dimostrare questo? E’ molto semplice. Nell’istante in cui io sono non nel mondo virtuale ma nel mondo reale, nell’istante in cui l’universo non ha più ne spazio ne tempo ed io ho la comprensione totale delle cose cioè ho una consapevolezza totale, non mi faccio nessuna domanda perchè so già tutte le risposte.” (Corrado Malanga, marzo 2016)

Equilibrio Acido-Basico

Non dare mai nulla per scontanto.
Non prendere mai nulla in modo personale.
(Don Manuel Ruiz)

Conferenza di Sara Salvadori, naturopata, esperta di micronutrizione e depurazione ionica.
IONIZZAZIONE – DISINTOSSICAZIONE – RIPRISTINO EQUILIBRIO ACIDO BASICO
EQUILIBRIO TRA OSSIDANZA ED ANTI-OSSIDANZA
A lungo utilizzata dai naturopati, la nozione di “equilibrio acido-base” è stata per decenni ignorata dall’ambiente scientifico ufficiale. Oggi le cose stanno cambiando, divenendo un nuovo tema d’interesse negli ambienti scientifici. E’ stata recentemente oggetto di numerose pubblicazioni su riviste prestigiose come The American Journal of Clinical Nutrition, il Journal of Biological Chemistry o ancora l’European Journal of Nutrition. Queste ricerche rappresentano la punta di diamante nel campo della nutrizione facendo avanzare le conoscenze sui meccanismi profondi delle malattie legate allo squilibrio acido-base. Migliaia di persone in Italia, testimoniano dei benefici che derivano dal prendere in considerazione questo equilibrio nel trattamento delle affezioni croniche, dei dolori, dell’astenia, del sovrappeso e dell’invecchiamento precoce.

Fonte: Salusbellatrix
Suggerito da: LuogoComune

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Il progetto Oracul di Robert Schoch e Catherine Ulissey

La nostra visione della storia è sbagliata? Un nuovo gruppo di ricerca si propone di indagare le prove di un’Antica Civiltà Avanzata.

Il dibattito scientifico che circonda le origini della civiltà umana è ben lungi dall’essere risolta. Una ricerca indipendente da studiosi e professionisti nel campo delle scienze naturali e ha cominciato a sfidare la narrazione accettata dell’inizio della civiltà. Oggi, vi è un grande massa di prove da una miriade di campi che argomenta in modo convincente per una revisione di quel racconto – spingendo indietro la linea temporale di una cultura avanzata da migliaia di anni.

Osteggiata da molti studiosi ortodossi (i cui interessi sono serviti per mantenere lo status quo), scienziati seri e professionisti che tentano di portare l’attenzione su questa prova contraria, sono spesso ignorati e ridicolizzati. Svantaggiati per la mancanza di fondi, pubblicità e networking professionale, la ricerca svolta relativa a culture antiche continua a languire in una relativa oscurità.

Oracul lavora per portare questa esistente ricerca all’attenzione sia della comunità accademica e che del pubblico, così come lo svolgimento di nuove indagini sulle culture antiche. Questa ricerca pionieristica coinvolge non solo i professionisti nel campo delle scienze naturali ma anche professionisti seri e di mente aperta in altre discipline. Oracul raggiungerà questo obiettivo concentrandosi su tre aree principali di attività: Research Advocacy, Publishing e Educational Outreach.

FONTE: www.oraculonline.org

SUGGERITO DA: www.dailygrail.com

Il Ritorno Degli Dei: Göbekli Tepe

Estratto dal nuovo libro di Graham Hancock “Il Ritorno Degli Dei” (Corbaccio Editore 2016) di grande interesse. E’ il 2013 ed Hancock si trova in visita presso il sito di Göbekli Tepe nella Turchia meridionale dove viene accompagnato dal professor Klaus Schmidt (December 11, 1953 – July 20, 2014) tra gli scavi dove Schmidt ha lavorato negli ultimi 17 anni.

Il ritorno degli dei

«Quindi se capisco bene quello che vuole dire, professor Schmidt, lei afferma che ci troviamo nel luogo dove sono state inventate sia l’agricoltura che l’architettura monumentale.» «Esatto.»«E ciononostante lei non vede nulla di rivoluzionario in questo? Lo vede come un processo che può adattarsi facilmente al quadro storico esistente?» «Sì. Alla concezione storica esistente. Ma questo processo è molto più entusiasmante di quanto ci aspettassimo. In particolar modo perché ciò che abbiamo qui a Göbekli Tepe appartiene più a un’economia di caccia e raccolta che a quella delle società agricole. Si colloca alla fine del periodo dei cacciatori-raccoglitori ma non rientra ancora nell’inizio del Neolitico». «È quindi un periodo di transizione. Un punto di svolta. E forse qualcosa di più? Ciò che deduco parlando con lei, e da ciò che lei mi ha mostrato del sito questa mattina, è l’idea che Göbekli Tepe fosse una sorta di ‘centro studi ’ preistorico o un polo di innovazione, magari sotto la supervisione di una élite locale. È d’accordo?» «Assolutamente sì . Era un punto dove la gente si incontrava. Ci si riuniva in questo luogo che era indubbiamente una base per la diffusione di conoscenza e innovazione.» «Inclusa la conoscenza della lavorazione della pietra su larga scala e dell’agricoltura. Si azzarderebbe a descrivere coloro che controllavano il sito e diffondevano queste idee come una sorta di casta sacerdotale?» «Chiunque fossero, non praticavano un semplice culto di tipo sciamanico . Erano un po’ più simili a un’istituzione . Quindi, sì, sarebbero presto diventati una casta sacerdotale.» «E dal momento che Göbekli Tepe è rimasto costantemente in uso per più di un millennio, abbiamo forse a che fare con un’unica cultura ininterrotta dotata di proprie istituzioni, con le stesse idee e lo stesso ‘clero’ che ha continuato a gestire il sito per l’intero periodo?» «Sì. Ma la cosa strana è che vi fu un vero e proprio declino nella realizzazione delle opere con il passare dei secoli. Le strutture realmente monumentali si trovano negli strati più antichi, in quelli più recenti le costruzioni sono più piccole e di qualità decisamente inferiore.» «Quindi le più vecchie sono le migliori?» «Decisamente sì.» «E la cosa non la lascia perplesso?» Klaus Schmidt sembra quasi volersi scusare. «Ebbene, nutriamo la speranza di riuscire a portare infine alla luce strati ancora più antichi e di scoprire allora le fasi iniziali più ridotte che ci aspettiamo di trovare ma che non abbiamo ancora rinvenuto. Vi è poi questa fase monumentale e successivamente una nuova decadenza.» Noto che la parola «speranza» è l’elemento centrale in ciò che il professor Schmidt ha appena detto. Siamo abituati al fatto che le cose inizino in modo semplice e ridotto e quindi progrediscano – subendo un’evoluzione – fino a diventare sempre più complesse e sofisticate, quindi è questo che ci aspettiamo naturalmente di trovare nei siti archeologici. Il fatto di trovarci di fronte un caso come quello di Göbekli Tepe, che inizia a un livello di massima perfezione e poi lentamente va incontro a un’involuzione fino a diventare una pallida ombra di ciò che era turba profondamente le nostre concezioni precisamente strutturate di come le civiltà dovrebbero comportarsi, di come dovrebbero maturare e svilupparsi. E non è nemmeno il processo di involuzione a infastidirci. Sappiamo che le civiltà possono decadere. Basti guardare, per fare un esempio, all’Impero romano o a quello britannico. No, il problema a Göbekli Tepe è l’improvvisa e primigenia comparsa, come Atena che sorge, adulta e armata, dalla fronte di Zeus, di quella che sembra essere una civiltà già matura e così completa da «inventare» l’agricoltura e l’architettura monumentale nel momento apparente della sua nascita. L’archeologia non può spiegare questo fatto proprio come non può spiegare perché i monumenti più antichi, l’arte, le sculture, i geroglifici, la matematica , la medicina, l’astronomia e l’architettura dell’Antico Egitto fossero perfette sin dall’inizio senza alcuna traccia di evoluzione dal semplice al complesso. E potremmo domandarci riguardo a Göbekli Tepe ciò che il mio amico John Anthony West si chiede riguardo all’Antico Egitto: “Come fa una civiltà complessa a venire alla luce pienamente sviluppata? Guardate un’automobile del 1905 e paragonatela a una moderna. Non possiamo non vedere il processo di «sviluppo». Ma in Egitto non vi è nulla di analogo. Tutto è perfetto sin dai primi momenti. La risposta al mistero è chiaramente evidente ma, dal momento che si scontra con la struttura prevalente del pensiero moderno, è raramente presa in considerazione. La civiltà egizia non era uno «sviluppo», era un’eredità.”

Zahi Hawass: bugie ed affermazioni false

Zahi Hawass farà delle conferenze in Italia a marzo.
Il manifesto annuncia che “Egli ha fatto importanti scoperte, come le porte segrete all’interno della Grande Piramide di Cheope”. Le “porte segrete” nella Grande Piramide sono state scoperte nel 1993 da Rudolf Gantenbrink (southern shaft of Queen’s Chamber), e dal National Geographic nel 2002 (northern shaft of Queen’s Chamber). Le palesi bugie e le false affermazioni di questo pagliaccio non cesseranno mai di stupirmi! (Robert Bauval, pagina facebook)

#STOPGLIFOSATO

#STOPGLIFOSATO Il glifosato è “probabilmente cancerogeno”. Lo dicono gli studi. Lo ha inventato la Monsanto ed è un pesticida (un diserbante) che si trova in oltre 750 alimenti destinati al consumo umano. Specialmente nella soia. Quindi, siccome “probabilmente” è cancerogeno, se continui a mangiarlo senza saperlo, probabilmente morirai. Ma hai ancora una possibilità: questa settimana la UE decide se fartelo mangiare per altri 15 anni. C’è un appello: #StopGlifosato. Diffondi questo video e questo hashtag. “Probabilmente” ti salverà la vita.

FIRMA LA PETIZIONE:

http://act.wemove.eu/campaigns/no-al-glifosato?utm_source=member

Antonin Scalia, l’Ordine di Sant’Uberto e le 13 aquile

Sabato 13 febbraio 2016: il giudice della Corte Suprema americana Antonin Scalia viene trovato senza vita steso sul letto con un cuscino posato sugli occhi nel Ranch di Cibolo Creek, Shafter, Texas.

Sabato 20 febbraio 2016: 13 “bald eagles”, aquile calve, il simbolo degli Stati Uniti, vengono trovate morte a Federalsburg, Maryland. Non era mai successo.

Il giudice della Corte Suprema Usa Antonin Scalia, morto il 13 febbraio 2016 in un resort di caccia del Texas, ha passato le sue ultime ore in compagnia di una trentina di membri di un antico ordine cavalleresco segreto i cui affiliati sono accomunati (oltre che dall’altolocata posizione sociale) da una passione per le attività venatorie.

Salvo rare eccezioni, i nomi degli altri ospiti del Cibolo Creek Ranch, dove il giudice è stato trovato senza vita il 13 febbraio, steso sul letto con un cuscino posato sugli occhi e una macchina per respirare sul comodino, sono rimasti da giorni rigorosamente top secret. I pochi che sono emersi da una inchiesta del Washington Post sono risultati membri di una confraternita di cacciatori chiamata International Order of St. Hubertus, una società austriaca che affonda le sue radici nel Seicento.

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