Le connessioni tra Göbekli Tepe e l’isola di Pasqua

Le statue e i gesti simbolici che collegano l’antica Göbekli Tepe, l’isola di Pasqua e altri siti intorno al mondo.
di Ozgur Baris Etli

Antichi monumenti lasciati dall’uomo presentano un enigma irrisolto: perché statue di umanoidi di molti siti preistorici, da quelle che si trovano a Göbekli Tepe in Turchia a quelle dell’isola di Pasqua mostrano posture simili? La firma e le posizioni simboliche visualizzate su statue incredibili in località di tutto il mondo pongono domande su ciò che ha spinto l’umanità a ripetere collettivamente il tema comune della “rinascita” attraverso enormi differenze spazio-temporali.
Göbekli Tepe è situata nella città di Sanliurfa (o Urfa) in Turchia e si distingue come uno dei più interessanti siti archeologici preistorici odierno. La ricerca scentifica ha datata i templi di Göbekli Tepe, come minimo, al 9600 a.c. che nel Linguaggio archeologico corrisponde al periodo neolitico preceramico A.
Göbekli Tepe è costituito da numerosi templi fatti da pilastri di peso compreso tra le 40 e le 60 tonnellate a forma di T o di pilatri con raffigurazioni intricate di tori, serpenti, volpi, leoni ed altri animali scolpiti nella pietra. Eppure il sito maestoso sarebbe stato edificato da gente “primitiva” del neolitico che non aveva strumenti sofisticati, provocando speculazioni su come è stato costruito e perché.
A ben guardare le mani e le braccia possono essere osservate con precisione sui pilastri di Göbekli Tepe. I volti umani non sono chiari. Potrebbe essere che non sono umani ma simboli di dei o dee del Neolitico.

Leggi il resto dell’articolo

Global Education Rank: Finlandia #1

Nel Global Education Rank la Finlandia si trova al primo posto mentre gli Stati Uniti sono al 29.esimo posto. In questo video, tratto da “Where to Invade Next” (2015/2016 ), Michael Moore spiega il perchè. Il film pare dipingere un Europa, e anche un Italia, meravigliosamente sviluppata e ottimisticamente all’avanguardia. In realtà Michael Moore rivolge il proprio interesse agli aspetti positivi del vecchio continente per evidenziarne le differenze con il proprio paese di origine, gli Stati Uniti, che sui temi trattati pare arrancare. E’ un film che dovrebbe servire ad aumetare la consapevolezza tra gli stati cogliendo le cose buone che ogni nazione e tradizione hanno da offrire per migliorare le cose che non funzionano nei paese vicini e lontani. Una volta tanto pessimismi e declini della vecchia Europa sono stati messi da parte per evidenziarne gli aspetti migliori.

Simpsonwood Memo: vaccini al mercurio

Da almeno 15 anni i medici americani sanno che esiste una correlazione fra vaccini e autismo. Ma nascondono le prove. (Luogo Comune)

La sostanza che viene usata nei vaccini che contiene il mercurio si chiama Thimerosal. Esistono sinonimi di questo conservante che vengono messi anche in altri prodotti come cosmetici, liquido per lenti a contatto etc.etc.:

SYNONYM: ((O-Carboxyphenyl)thio)ethyl mercury sodium salt; Elcide 75; Elicide; Ethyl(2-mercaptobenzoato-S)mercury sodium salt; O-(Ethylmercurithio)benzoic acid sodium salt; Ethylmercurithiosalicylic acid sodium salt; Ethylmerkurithiosalicilan Sodny (Czech); Ethyl (sodium O-mercaptobenzoato) mercury; Mercurothiolate; Mercury, Ethyl(2-Mercaptobenzoate-S)-, sodium salt; Merfamin; Merthiolate; Merthiolate salt; Merthiolate sodium; Mertorgan; Merzonin; Merzonin sodium; Merzonin, sodium salt; SET; Sodium Ethylmercuric Thiosalicylate; Sodium O-(ethylmercurithio)benzoate; Sodium Ethylmercurithiosalicylate; Sodium Merthiolate; Thimerosalate; Thimerosol; Thimersalate; Thiomerosal; Thiomersal; Thiomersalate.

Graham Hancock: The Egyptian Olmec Connection

Graham Hancock Giza“…mi piacerebbe comparare questa “testa africana” (la Sfinge) con questa (“faccia Olmeca”) che è della stessa dimensione. Quando ti trovi accanto ad essa ti rendi conto che è un enorme scultura e pesa circa 40 tonnellate. Il problema di questa “testa Africana” è che non viene dall’Africa ma dal Golfo del Messico ed è stata trovata nel più antico strato archeologico del Golfo del Messico in cui era stata sotterrata deliberatamente all’incirca nel 1400 a.c. Possiamo dire ciò perchè il materiale organico trovato accanto ad esso è stato datato al carbonio radioattivo a quel periodo… ma ho il sospetto che gli studiosi stiano commettendo un errore quando attribuiscono a questa “testa Olmeca” la data del 1400 a.c. E’ un errore nella logica di supporre che la testa Olmeca risalga allo stesso periodo del materiale organico in cui fu sepolto. E’ ugualmente possibile che potrebbe avere un’età notevolmente più antica, un tesoro che è stato venerato nel corso di migliaia di anni fino al momento in cui questa misteriosa civiltà Olmeca venne scoperta e che suppongo essere una cultura della Madre dell’America centrale. Sono incuriosito dalle somiglianze tra la faccia della Sfinge in Egitto e la faccia Olmeca in Messico. Al momento non sappiano nulla della civiltà Olmeca. Non è mai stato trovato un singolo scheletro olmeco. E’ solo stato attribuito un nome a questa civilta antica le cui orgini sono sconosciute…” (Graham Hancock)

La mente che dirige il corpo

image

Dopo una vita passata a dissezionare cadaveri, a curare tumori polmonari, a combattere tubercolosi, bronchiti croniche, asme, danni da fumo, il professor Enzo Soresi, 70 anni, tisiologo, anatomopatologo e oncologo, primario emerito di pneumologia al Niguarda di Milano, ha finalmente individuato con certezza l’epicentro di tutte le malattie: il cervello. Negli ultimi dieci anni, cioè da quando ha lasciato l’ospedale per dedicarsi alla libera professione e tuffarsi con l’entusiasmo del neofita negli studi di neurobiologia, ha maturato la convinzione che sia proprio qui, nell’encefalo, l’interruttore in grado di accendere e spegnere le patologie non solo psichiche ma anche fisiche.

C’era già arrivato per intuizione il filosofo ateniese Antifonte, avversario di Socrate, nel V secolo avanti Cristo: «In tutti gli uomini è la mente che dirige il corpo verso la salute o verso la malattia, come verso tutto il resto». Soresi c’è arrivato dopo aver visto gente ammalarsi o guarire con la sola forza del pensiero. Primo caso: «Ho in cura una signora di Milano il cui marito, integerrimo commercialista, la sera andava a bucare le gomme delle auto. Per il dispiacere s’è ammalata di tubercolosi. Io lo chiamo danno biologico primario». Secondo caso: «Un agricoltore sessantenne con melanoma metastatico incontrò Madre Teresa di Calcutta, ricevette in dono un’immaginetta sacra e guarì. Io lo chiamo shock carismatico». Il professore ha dato una spiegazione scientifica al miracolo: «Il melanoma è un tumore che viene identificato dagli anticorpi dell’organismo, tant’è vero che si sta studiando da 30 anni un vaccino specifico.

Leggi il resto dell’articolo

Marco Travaglio e la cura Di Bella

Marco Travaglio pubblica su Repubblica, nel settembre del 2000, un articolo in cui  racconta i lati oscuri della vicenda sul “Metodo Di Bella” ideato dal dottor Luigi Di Bella.

image

“La sperimentazione della cura Di Bella sarebbe viziata da gravi irregolarità. Peggio: alcuni dei 386 malati di cancro che provarono la “multiterapia” (Mdb) del medico modenese sarebbero stati usati come cavie, trattati con farmaci “guasti e imperfetti”, non si sa con quali effetti sulla salute. E l’ Istituto Superiore di Sanità, pur sapendolo, non avrebbe avvertito 50 dei 51 ospedali d’ Italia che sperimentavano i protocolli. Sono queste le conclusioni della lunga e minuzionsa indagine aperta due anni fa dal procuratore aggiunto di Torino Raffaele Guariniello, in seguito ad alcune denunce, sulla sperimentazione nei 4 “centri di riferimento” di Torino (Molinette, San Giovanni antica sede, Mauriziano e Sant’ Anna) e nei 4 della provincia (gli ospedali di Chivasso, Orbassano, Chieri e Cirè). Un’ indagine che non entra nel merito dell’ efficacia o meno della cura, ma si limita ad analizzare la regolarità della sperimentazione. Quattro gli accusati, tutti dirigenti dell’ Istituto superiore di sanità (Iss): Roberto Raschetti e Donato Greco, coordinatori della sperimentazione del 1998, Stefania Spila Alegiani, responsabile dei preparati galenici, ed Elena Ciranni, che curava i rapporti con i vari centri clinici. Grave l’ipotesi di reato: “somministrazione di medicinali guasti o imperfetti” (punibile, secondo l’articolo 443 del codice penale, con la reclusione fino a 3 anni). Il direttore Giuseppe Benagiano, a suo tempo indagato, è stato poi archiviato. Nessuna responsabilità per l’ex ministro della Sanità Rosi Bindi, sentita come testimone in gran segreto, a Roma, all’inizio dell’anno. I 4 indagati hanno ricevuto l’ “avviso di chiusura indagini”. Una sorta di preannuncio di rinvio a giudizio, che poi però non è arrivato: grazie alla legge Carotti, i difensori hanno chiesto e ottenuto dal Pg della Cassazione Nino Abbate il trasferimento dell’inchiesta a Firenze. Con la curiosa motivazione che i farmaci “incriminati” li produce l’ Istituto farmacologico militare fiorentino. Inutile l’opposizione di Guariniello il quale, sentenze della Cassazione alla mano, ha ribattuto che il 443 non punisce la produzione o la detenzione, ma la somministrazione di farmaci guasti (avvenuta, appunto, a Torino). Spetterà dunque alla Procura di Firenze – che l’anno scorso aveva già archiviato un’altra inchiesta sui protocolli Di Bella – trarre le conclusioni: rinviare a giudizio o chiedere l’
archiviazione. Tutto dipenderà dall’interpretazione delle irregolarità emerse a Torino: errori in buona fede o condotte dolose? Per Guariniello, la prova del dolo sarebbe in una lettera inviata nel ‘98 a un ospedale romano, che chiedeva lumi sulla conservazione e la composizione delle “soluzioni ai retinoidi” previste per i protocolli 1 e 9. Nella lettera i dirigenti dell’Iss precisavano che quelle sostanze hanno una “validità” di soli 3 mesi, dopo di che “scadono” e vanno buttate. Peccato che la stessa direttiva non sia stata diramata agli altri 50 ospedali che sperimentavano la cura. E che infatti continuarono, ignari di tutto, a somministrare quelle soluzioni ampiamente scadute (addirittura vecchie di 4, 5, 9 mesi) e “deteriorate”. Non solo: un gravissimo errore tecnico avrebbe dimezzato il quantitativo di un componente, un principio attivo, fondamentale per l’ efficacia di quelle soluzioni: l’ “axeroftolo palmitato”. In pratica, per i due protocolli, quella sperimentata non era la multiterapia Di Bella, ma una “variazione sul tema” non dichiarata. Così com’era emerso nel ‘ 98 per altri due protocolli, frettolosamente ritirati dopo che Guariniello vi aveva scoperto alcune sostanze mancanti e alcune altre (come il tamoxifene del professor Umberto Veronesi) aggiunte da una mano misteriosa. Ma quel capitolo è ancora aperto. A Torino.”

FONTE

911: le prove contro l’Arabia Saudita?

Ventotto pagine del rapporto della Commissione del Congresso sulle stragi del 2001, rimaste finora ignote, potrebbero presto essere rese pubbliche. E chiarire finalmente se Riyad abbia avuto un ruolo negli attentati.
Schermata-2016-05-01-alle-21.11.12

…Sinora la segretezza è stata protetta con grande cura. Il rapporto completo, senza gli omissis, può essere consultato soltanto da deputati e senatori, dopo il via libera dei comitati di intelligence di Camera e Senato. Una volta autorizzato, il politico è scortato da agenti in una stanza insonorizzata nei sotterranei del Congresso. Il rapporto si trova in cassaforte e il deputato e senatore può leggerlo soltanto sotto gli occhi di un agente, senza poter prendere alcun appunto. Thomas Massie, un deputato che ha letto le 28 pagine, le ha definite “scioccanti”: “Ho dovuto fermarmi ad ogni pagina per riflettere e rivedere la mia comprensione di quello che è successo negli ultimi 13 anni”, ha detto…

FONTE

911_flight175

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Segui assieme ad altri 182 follower